martedì 5 agosto 2014

Vacanze & Novità



Cari lettori,
anche se l'estate fa i capricci, il tempo è pazzerello, il sole si nasconde, la pioggia ci affoga, il mare è freddo, le nuvole ci inseguono e il maestrale ci sconvolge i capelli; Borderline va in ferie. Urge una meritata pausa al fine di rilassare corpo e mente per ritornare più carichi e pieni di idee di prima. Sono stati mesi impegnativi e turbolenti tra ricette, storie, informazioni e quant'altro. Ora è tempo di crogiolarsi all'ombra di un ombrellone con un buon libro in mano e tanta crema protettiva. In queste settimane di pausa inizieranno i lavori, le migliorie ed i cambiamenti del blog che a settembre tornerà alla ribalta con una nuova veste. Infatti, questo spazio cambierà nome trasformandosi in " L'atelier du Fantastique". Questo non vuol dire che le cose saranno completamente diverse, anzi, significa solo che miglioreranno. Il nome "Borderline" non identificava più l'essenza e lo spirito di questo blog che con il tempo si è evoluto, è cambiato e cresciuto. Pertanto, dopo un'attenta riflessione coadiuvata da consulti con le blogger più amiche, parenti e lettrici accanite amiche della vita reale; siamo arrivati alla seguente conclusione: il blog aveva bisogno di nuova linfa vitale, di un nome che rispecchiasse la sua essenza e di una ventata di aria fresca che lo rendesse più leggero, delicato e divertente pur preservando le sue innate caratteristiche. Borderline resterà comunque lì: nel nome del dominio, nel cuore degli affezionati e in alcune sezioni del blog (come scoprirete ben presto); quello che cambierà sarà solo l'intestazione e il modo di ricordare questo angolo sperduto del web. 
Se avrete ancora voglia di cucinare senza glutine con me, scoprire libri e film, innamorarvi di stilisti e designer, stupirvi con le curiosità più strane, viaggiare nel tempo con Chloé & Marie, cercare il capo più in del momento e Fatterellare con me & Antonella; tornate qui a fine mese per riprendere il tutto da dove eravamo rimasti.
Baci Audrey
Se desiderate recuperare i vecchi episodi del "Le café de l'éclaire" clicca qui per viaggiare nel tempo con Marie  Chloé. Divertiti a cucinare i dolci più buoni, scoprire le loro radici e sognare attraverso la storia di questa simpatica e divertente ragazza del sud e della sua amica delfina di Francia. I nuovi episodi inizieranno a settembre. Vi aspettiamo.










Se volete partecipare all'iniziativa "Il simbolismo dei miei viaggi", cliccate qui e lasciate il link del vostro post, oppure, cliccate sull'immagine a destra nel blog e scrivere tra i commenti il vostro link. Vi ricordo che l'iniziativa non è un concorso, non si vince nulla ma è solo un modo divertente per scoprire assieme le bellezze del nostro pianeta attraverso immagini simboliche. Per partecipare avere tempo sino al 05/09/2014, in tale data avverrà la votazione per la scelta della mia foto e il 10/09/2014 verrà pubblicato il post con tutte le vostre stupende immagini.

Auguro a tutti delle fantastiche vacanze colme di scoperte e momenti da togliere il fiato.
A presto!!!!

venerdì 1 agosto 2014

Frollini al cioccolato senza glutine


Vi sono dolci che non raccontano il loro passato, la loro storia, le proprie origini. Questo non vuol dire che non abbiano nulla da dirci, anzi, forse hanno troppe storie da riferire e quindi preferisco rivelare solo la loro ultima avventura o semplicemente l'emozione che le ha colpite di più. I frollini al cioccolato erano ben fotografati e felici nella mia rivista "Piccola pasticceria dolce e salata" di hachette: belli, eleganti, cosi cioccolatosi da far venire l'aquilina in bocca; ho sfogliato la raccolta mille volte ma non mi sono mai cimentata nella preparazione perchè non era il momento. Poi ho iniziato a leggere il libro "Io prima di te" (recensione qui), e ho sentite l'esigenza di cucinarmi qualcosa di sfizioso, di coccolarmi un po', di godere di una ricetta che mi rendesse la lettura più accettabile, meno triste, forte e emozionate ma più delicata, ancor più lieve da digerire. Così, questi frollini al cioccolato oggi vi raccontano la storia di un libro, di un amore, di una rinascita e di una morte. La cioccolata ha reso ogni passaggio triste più dolce e la consistenza del biscotto ha rallegrato le parti più cupe restituendo tranquillità all'evento più drammatico. Questi frollini sono un sospiro di sollievo, qualcosa di buono e goloso oltre che estremamente coccoloso; il dolcetto giusto per una lettura romantica ma al contempo impegnativa. Potete pucciarli nel tè se è inverno o mangiarli con un buon gelato al tartufo se il caldo vi affligge, intingerli nel latte o mordicchiarli al naturale; il risultato resterà comunque una dolce estasi culinaria.

Ricetta tratta e leggermente modificata (per renderla senza glutine),
 dalla raccolta "Piccola pasticceria dolce e salata" di Hachette.

INGREDIENTI 
(per 22/24 frollini):
-100 g di cioccolato fondente 70%
-100 g di farina (mix per dolci senza glutine)
-20 g di farina di riso
-40 di amido di mais
-la punta di un cucchiaino di gomma di guar
-40 g di burro
-60 g di zucchero semolato
-2 tuorli
-1 pizzico di sale
*tutti gli ingredienti devo essere contrassegnati dalla spiga sbarrata

PROCEDIMENTO:
Spezzettate il cioccolato e fatelo fondere a bagnomaria. Una volta tolto dal fuoco versate, nel cioccolato fuso, il burro tagliato a tocchetti e girate. Setacciate le farine e aggiungetela al composto assieme alla gomma di guar. Incorporate i due tuorli, lo zucchero e il sale; mescolate con le mani formando, con il palmo, una pallina. Avvolgete l'impasto nella pellicola per alimenti e fatela riposare in frigo per 30-40 minuti. Preriscaldate il forno a 200°C. Stendete la pasta aiutandovi con un mattarello e un po' di farina di riso (2 mm di spessore). Con un tagliabiscotti ricavate delle formine che abbiano la stessa dimensione del vostro timbro (se non avere timbri potete semplicemente ritagliare le forme che più gradite), effettuate una leggera pressione sul biscotto in modo da imprimere il motivo da voi selezionato. Cuocete i frollini per 8 minuti. A fine cottura lasciate raffreddare i vostri frollini prima di servirli.

“Chiunque abbia troppo accostato alle labbra il calice della voluttà; chiunque abbia occupato nel lavoro gran parte del tempo destinato al sonno; chiunque, essendo uomo intelligente, si sente momentaneamente svanito; chiunque non possa sopportare l’aria umida, il tempo lungo, l’atmosfera pesante; chiunque sia tormentato da un’idea fissa che gli toglie la libertà di pensare: tutti costoro si prendano un buon mezzo litro di cioccolata ambrata...” Anthelme Brillat-Savarin



Con questi frollini al cioccolato partecipo alla raccolta 100% Gluten Free (FRI)DAY
I Love Gluten Free (FRI)DAY - Gluten Free Travel & Living

mercoledì 30 luglio 2014

Io prima di te- Jojo Moyes






TITOLO: IO PRIMA DI TE
AUTORE: JOJO MOYES 
EDITO: Mondadori
PREZZO: 13,00 euro
GENERE: narrativa moderna e contemporanea
PAGINE: 390
VALUTAZIONE: 10/10










RECENSIONE:
Ci sono libri che ti cambiano, storie talmente forti e belle da farti sentire diverso, personaggi cosi simili a te da condurti all'interno del proprio io mescolando la realtà con la fantasia, racconti che ti prendono per mano e ti conducono in una vita parallela. "Io prima di te" è tutto questo: un fiume di emozioni che ti travolge con se facendoti innamorare, soffrire, riflettere, vivere, morire e sognare. Non aspettatevi un libro da ombrellone: leggero, estivo, fresco e divertente; non pensate di fantasticare ad occhi aperti con una storia d'amore da mille e una notte ma soprattutto non credete nemmeno vagamente che sia una storiella, perchè non è cosi. Questo romanzo è impegnativo, forte e dolcemente amaro. Sophie Kinsella ha detto "Che libro meraviglioso, intenso, commovente!!! L'ho adorato". Io vi ribadisco "Che storia unica, delicata, bella e diversa. Me ne sono innamorata".
"Io prima di te" è il preambolo di un innamoramento, di una rinascita e del suicidio assistito.
Le tematiche sono impegnative e d'impatto però, pagina dopo pagina, vi renderete conto di essere inevitabilmente finiti nella vita di due persone per voi totalmente sconosciute ma irrimediabilmente vicine.
Louisa Clark,  stravolge la sua esistenza scoprendo le sue vere potenzialità, la sua forza, i suoi desideri repressi e lo fa per mano di Will che cattura la sua mente e gli offre gli strumenti per andare oltre. Will ritrova il sorriso e al contempo l'essenza del vero amore nonostante continui a pianificare la sua dipartita. Clark e Will,  un mese dopo l'altro, scoprono la bellezza della vera intimità, quella dei piccoli gesti, delle attenzioni, della perfetta sintonia. Lei impara a riconoscere ogni suo turbamento, smorfia, cicatrice, sensazione e bisogno primo che lui lo dica. Lui penetra e si insinua in lei aprendole un mondo, facendole ritrovare la fiducia in se stessa e conducendola verso la sua nuova immagine di se.
Anche se nella vita sono sempre stata a favore dei suicidio assistito, vedendo la morte e l'abbandono attraverso gli occhi di Clark, ho sentito l'irrefrenabile desiderio, egoistico e romantico, di una fine diversa. L'emozione ha superato la mia razionalità perchè la storia di queste due persone era talmente vera e reale da sembrare troppo dura, troppo scomoda e esageratamente difficile da accettare.
Jojo Moyes mostra ancora una volta che si può parlare d'amore mettendo a nudo i personaggi attraverso le loro debolezze, i loro pensieri, le loro fragilità da essere umani e l'asprezza della sorte. Perchè determinati eventi posso cambiare la vita e una rinascita può  anche essere una fine e viceversa.
Questo è un libro che rileggerei anche mille volte nonostante le lacrime versate, perchè emozioni cosi profonde sono in pochi a regalarle, soprattutto nella letteratura contemporanea.

TRAMA
Louisa Clark ha ventisei anni, conduce una vita modesta, è fidanzata con Patrick e per aiutare la sua famiglia è alla ricerca di un nuovo lavoro. Will Traynor ha trentacinque anni, è tetraplegico, con un ex fidanzata pronta a sposare il suo migliore amico e  tanta voglia di morire.
La vita di queste due persone inizia a cambiare quando Louisa diventa l'assistente di Will. In un primo momento la ragazza non si sente all'altezza del ruolo ricoperto e  lo desta talmente tanto da volerlo abbandonare. Ma le cose cambiano e ben presto Clark impara a toccare la pelle di un altro uomo a riconoscere ogni piega e cicatrice, a capire che ogni smorfia di dolore ha un significato differente.
Con il passare del tempo apprende che spostare un corpo inerme non è poi cosi difficile se lo conosci. Ma, cosa più importante, scova la bellezza interiore di una mente brillante abituata ad una vita frenetica vissuta a 360°  sfruttando appieno ogni ottima. Will, al contrario, scopre che dietro una donna buffa, chiacchierona e stramba si può nascondere un animo delicato ma forte, tanta voglia di vivere e sognare soffocata dalla dura realtà, dai sacrifici, dalle paure e dall'insicurezza. Quando Clack , origliando una conversazione, apprende che Will ha già fissato la data della sua morte e ormai troppo coinvolta per lasciarsi scivolare la notizia addosso. Senza rendersene conto i due protagonisti, nell'arco di sei mesi, tentano disperatamente di salvare la vita dell'altro. Will cerca di istruire, stuzzicare e aprire la mente di Louisa per mostrarle quanto brillante sia e quante cose può ancora fare per essere felice e soddisfatta. Louisa, invece, fa di tutto per dimostrargli che si può condurre una vita "normale" anche se inchiodati ad una sedia. Durante i sei mesi di tempo entrambi capiscono di amarsi ma non osano raccontare all'altro le proprie emozioni. Per far cambiare idea a Will, come ultimo tentativo, la giovane Clark porta l'uomo in vacanza e distrutta dal fantasma della morte imminente finalmente si dichiara. Will, convinto della sua decisione, pur amandola, decide di porre fine alla sua esistenza. Lei, nonostante il suo disaccordo, per amore, l'accompagna verso la fine. Will però ha un dono, un regalo che permetterà a Louisa di mordere la  vita anche senza di lui e tutto ha inizio a Parigi, ove nei loro sogni avrebbero vissuto un attimo di pace, se solo la vita non fosse stata tanto dura.

PER CAPIRNE DI PIù:
 “Ero seduta all’ombra della tenda verde scuro del caffè, e il mio sguardo correva lungo Rue des Francs Bourgeois, con il tiepido sole dell’autunno parigino che scaldava un lato del mio viso. Davanti a me il cameriere aveva depositato, con gallica efficienza, dei croissant e una grande tazza di caffè americano. Posai la tazza, feci un respiro profondo e poi presi l’altra lettera, la lettera che portavo con me da ormai quasi sei settimane. (…) E poi mi alzai dal tavolo, mi misi la borsetta sulla spalla e mi avviai in direzione della profumeria e oltre, verso la grande Parigi che mi aspettava.” Clark

" …Per qualche tempo ti sentirai a disagio nel tuo nuovo mondo. Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante. Ma spero che tu sia anche un po’ elettrizzata. Il tuo viso quando sei tornata dall'immersione mi ha detto tutto: c’è fame in te, Clark. C’è audacia. L’hai soltanto sepolta, come fa gran parte della gente. Non ti sto dicendo di buttarti da un grattacielo o di nuotare con le balene o cose di questo genere (anche se in cuor mio mi piacerebbe che lo facessi), ma di sfidare la vita. Metticela tutta. Non adagiarti…." Will

«Io voglio che lui viva. [...] Ma voglio che viva se è lui a desiderarlo. Se non è così, se lo costringiamo a tirare avanti, non importa quanto gli vogliamo bene: diventiamo solo degli altri stronzi che gli impediscono di fare le sue scelte.» Clark


«So che la maggior parte della gente pensa che vivere nelle mie condizioni sia praticamente la cosa più terribile che possa capitare, ma potrebbe anche andare peggio. Potrei finire per non essere più in grado di respirare da solo o di parlare, oppure avere dei problemi circolatori che potrebbero implicare l'amputazione degli arti. Potrei essere ricoverato per un tempo indefinito. La mia non è una gran vita, Clark, ma quando penso a quanto potrebbe peggiorare certe notti resto disteso sul letto e mi manca il respiro.»
Deglutì. «E sai una cosa? Nessuno vuole sentir parlare di tutto questo. Nessuno vuole sentirti dire che sei spaventato, o che soffri, o che hai paura di morire per colpa di qualche stupida infezione presa per caso. Nessuno vuole sapere come ci si sente a essere consapevoli che non farai più sesso, non mangerai mai più il cibo che hai cucinato con le tue stesse mani o non potrai più tenere tuo figlio tra le braccia. Nessuno vuole sapere che qualche volta mi sento così intrappolato su questa sedia che ho soltanto voglia di gridare come un pazzo al pensiero di trascorrere un altro giorno inchiodato qui. [...] Tutti vogliono vedere il lato positivo. Hanno bisogno che io veda il lato positivo. Hanno bisogno di credere che esista un lato positivo.» Will

Mi sentivo come mia sorella quando aveva appena dato alla luce Thomas. "È come se guardassi attraverso un imbuto" aveva detto, osservando il suo piccolino. "Il mondo si è ristretto a me e a lui." Clark

lunedì 28 luglio 2014

Le café de l'éclair (Cap 15- Baci di dama )



Anthelme Brillat-Savarin scrisse "Beato cioccolato, che dopo aver corso il mondo, attraverso il sorriso delle donne, trova la morte nel bacio saporito e fondente delle loro bocche".  Avete presente il video "First kiss" di Tatia Pilieva? Personalmente lo trovo un corto stupendo ove è bellissimo vedere le razioni delle diverse persone nel baciare uno/a sconosciuto/a per la prima volta. In verità pare che il lavoro sia stato commissionato e che i baciatori siano attori, però, anche se fosse vera la recita, resta il fatto che nella vita reale spesso le cose vanno proprio cosi: imbarazzo, passione, timori, sfacciataggine...
Oggi al "Le cafè de l'éclair" si va indietro nel tempo attraverso un bacio, un bacio di dama, un bacio mai ricevuto e un bacio arrivato per cambiare il destino.

BACI DI DAMA
Il giorno dopo il mio ultimo viaggio trascorsi la  giornata con un peso sul cuore, un piccolo macigno che m'impediva di pensare al presente e mi conduceva inevitabilmente nel passato, tra ricordi e sensazioni che credevo dimenticate.
Edoardo era seduto con me sul divano, la schiena poggiata contro il suo petto, la sua mano tra i miei capelli e le gambe stese sui cuscini morbidi e colorati.
-Prendi!!- Gli dissi porgendogli l'azatina colma di baci di dama.
-Deliziosi!!! Questa volta ti sei superata!!!- Rispose mentre afferrò un altro biscottino, poi mi accarezzò i capelli spostandoli dietro l'orecchio per darmi un bacio sul collo.
-Mi ricordano il passato... sai, questi dolcetti fanno parte di un periodo importante della mia vita...- Sbuffai riassaporando quel ricordo cosi dolce e amaro al contempo.
-quale periodo, posso saperlo anch'io? dai racconta!!!- Le sue dita indugiarono e poi, leggermente indecise, ripercorsero il mio collo, un movimento lento e rilassante, un avanti e indietro che in un qual senso mi tranquillizzò. 
-beh!!! Io...insomma...si, per farla breve...ho preparato i baci di dama solo una volta nella mia vita oltre oggi. Sono passati cinque anni da quel giorno. Marie venne a trovarmi, ero in bagno accovacciata sul pavimento con un test di gravidanza in mano e gli occhi peni di lacrime. Lei si avvicino, mi accarezzò i capelli, lesse il bugiardino e poi scoppiò a ridere. Tutta felice mi portò in cucina, mi abbraccio calorosamente e con sguardo deciso mi ordinò di preparane tantissimi e di offrili al papà di Elena mentre gli comunicavo la bella notizia... Avevo paura, ero confusa e sconvolta; ma lei cucinò con me e restò nascosta in cucina sino a quando non mi senti pronunciare la parola magica- La voce si spezzò e con difficoltà cercai di mandare già l'amaro boccone: quel pensiero infausto che mi tormentava ricordandomi che forse, in un futuro non troppo lontano, lei non sarebbe stata più la mia spalla, la mia socia, la mia persona.
-e poi?- Edoardo era talmente calmo e sereno da abbattere ogni mia difesa, compreso il muro che tentavo di alzare ogni volta che mi ritrovavo da sola con lui.
-ummmm...ahuahuahuahua ora che ci penso... fu davvero un viaggio assurdo che ci condusse dritte dritte nel Castello di Vittorio Emanuele II . Era una sera di novembre del 1852, lei si trasformò nel cuoco di corte ed io nella sua aiutante. Il re era un tipo barbuto...ahuahuahua...sai chi mi ricordava? Il papà di Sissi.. il film!! Quello con Romy Schneider!! Eraaaa, come lui, po' pienotto con i baffi all'insù e gli occhi spalancati. Secondo me doveva essere un golosone perchè quella sera chiese al cuoco un dolce, ma non un dolce preciso, bensì qualcosa di nuovo e sfizioso. Io e Marie rivoltammo la cucina alla ricerca di un ingrediente speciale ma trovammo solo: mandorle, armelline, burro, cioccolato e zucchero. Ci guardammo negli occhi e pensammo la stessa cosa, sogghignammo e poi cucinammo il dolcetto pensando alla confusione che avremmo creato... ahuahuahuahua- Per un attimo rivissi la scena e mi si riempì il cuore di gioia riprovando le stesse emozioni e sensazioni di allora.
-non capisco a cosa ti riferisci? quale confusione?- Edoardo prese un altro bacio, si spostò e si girò.
-Nulla... solo che questo dolce è di origini piemontesi. Il nome pare derivi dalla forma, vedi?...sembrano due labbra che si uniscono in un bacio... Come se due bocche si toccassero. La storia vuole che la loro nascita avvenga intorno al 1900, in effetti ci sono anche testimonianze che provano le sue origini. In breve i baci di dama sono di Tortona e sono anche prodotto agroalimentare della tradizionale del Piemonte. Uno degli ingredienti principali per la riuscita di questa squisitezza sono le nocciole, più facili da reperire e meno costosa nella zona dalle Langhe, e prodotto super rinomato. Così, la storia di Vittorio Emanuele II è diventata una leggenda un po' fastidiosa. Ecco, io e Marie adoriamo questo viaggio perchè, forse, abbiamo cambiato noi gli eventi potando la nascita di questa diatriba...non trovi?-  Alzai la testa per vedere il suo volto, lui fece una lunga pausa e poi esordì con una domanda.
-si, ma poi? voglio dire...il papà di Elena...-
-nulla!!! mangiò i baci di dama, mi disse che era buoni e poi si girò e andò via. Da quel giorno non l'ho più rivisto- Chiusi gli occhi , sospirai e girai leggermente la testa per non sentire il peso del suo sguardo su di me e su quel senso di vergogna che da allora provavo.
-dunque è per questo? non cucini i baci da anni per non pensare a quel momento?-
-si!!! per non ricordarlo, per paura di doverlo rivivere e sentirmi stupida e illusa come allora...-
-lo stupido è stato lui...Chloé, voglio dire..avrebbe dovuto abbracciarti, stringerti a lui, toccarti la pancia, sorriderti e poi baciarti...avrebbe dovuto unire le tue labbra alle sue, come il dolce che avevi preparato per lui...- Mi sollevò la testa, mi guardò negli occhi, mi abbracciò e poi mi baciò.
-forse, anche se in ritardo, si può cambiare la storia- Affermò avvicinando nuovamente le sua labbra alla mie e poggiandole come se fossero la metà del biscotto.

Cari amici, vi lascio la ricetta tradizionale di questi buonissimi dolcetti e vi chiedo: 
si può rivivere un momento passato cambiano le cose per avere un ricordo diverso?
La storia può essere modificata da noi semplici mortali? Le persone posso tramutare i nostri ricordi sostituendo momenti brutti con
attimi di pura dolcezza?
Baci Chloé

venerdì 25 luglio 2014

La Fluffosa al cioccolato senza glutine

Esiste un dolce soffice, morbido come una nuvola, delicato e buonissimo; che rappresenta qualcosa di speciale: un gruppo, la solidarietà tra donne, l'amicizia e l'amore per la cucina.
La storia della Fluffosa nasce così, una modifica per volta, una variante di gusto, un passarsi la ricetta di Monica. Tutto inizia con una semplice torta chiffon all'acqua che diventa al timo, all'arancia, al limone, al cioccolato, alla cannella... E poi? Beh!!! In un raduno speciale Mrs Fluffy porta al Boscolo Etoile la sua Fluffosa e assieme a tutte le Bloggalline il dolce diventa torta ufficiale di questo immenso e affiatato gruppo. Come ha scritto Monica, raccontandoci la storia di questa sfiziosa cake, "Ognuna che ha provato a farla ha avuto la stessa netta sensazione di cucinare contemporaneamente alle altre bloggaline, come attraverso un fil rouge impercettibile, una laison d'affetto e di amicizia".
Le abbiamo preparate con passione, le abbiamo fotografate, le abbiamo commentate, abbiamo gioito per ogni singolo successo e ci siamo dispiaciute quando qualcuna è crollata. Nessuno smette di "fluffare", anzi, tutte continuiamo a sfornarle nonostante il caldo perchè ad una fetta di paradiso a colazione, per l'ora del té o semplicemente per una cena, una festa o un compleanno non si nega a nessuno.
Se volete scoprire le altre Fluffose andate su facebook o su pinboard e scrivete il seguente hashtag #iomangiolafluffosa.

La ricetta da me postata è tratta e leggermente modificata (causa intolleranza al glutine), dalla Fluffosa di Monica del blog "Dolci gusti". Le dosi sono state dimezzate e per realizzare il dolce ho utilizzato un semplice stampo per ciambelloni e non lo stampo per chiffon cake  con piedini.



 INGREDIENTI 
-50 g di farina per dolci (Mix DS)
-20 g di farina di riso (il Molino)
-50 g di amido di mais (amizea il Molino)
-30 g di cacao amaro senza glutine
-150 g di zucchero semolato
-65 g olio di semi
-90 g  di acqua tiepida
-3 uova bio
-2 albumi
-1 busta di lievito per dolci (Decorì)
-1/2 busta di cremore di tartaro
-un pizzico di sale
-1/2 limone grattugiato
* le marche sono state riportate solo per facilitare i celiaci e non nella riuscita del dolce.Naturalmente è possibile utilizzare altri mix di farina e altri marchi purché presentino il simbolo della spiga sbarrata.





PROCEDIMENTO:
Setacciate le farine, il cacao, lo zucchero, il sale e il lievito. In una boule emulsionate olio e acqua aiutandovi con una forchetta, unite la parte liquida a quella solida lavorandola con una spatola, aggiungete il limone e amalgamate, uno alla volta, le 3 uova. Montate gli albumi con il cremore di tartaro e amalgamate, molto delicatamente, i due composti. Infornate a 150°C per 1 ora e 15'.
N.B. Per chi usa uno stampo da ciambella ricordarsi di imburrare e infarinare la teglia e di non capovolgerla subito. (teglia da 22 cm). Per chi usa il tegame da angel o chiffon cake ricordatevi di non imburrare e di non infarinare e soprattutto di capovolgere l'apposito tegame.
Non aprire mai il forno.



Con questa Fluffosa al cioccolato partecipo alla raccolta 100% Gluten Free (FRI)DAY
I Love Gluten Free (FRI)DAY - Gluten Free Travel & Living