venerdì 27 marzo 2015

Speciale Fatterellando: Fabergé e le uova dello zar seconda edizione



Con l'arrivo della Pasqua Fatterellando vi tiene compagnia con un edizione speciale dedicata alle feste e, come già accaduto l'anno scorso, il tema è incentrato sulle uova più famose del mondo, quelle di Fabergé. Mentre con la prima edizione "Fabergé e le uova dello zar" (qui post Antonella - qui post Audrey ) abbiamo scoperto chi era Fabergé, come sono nate le sue uova, quale fosse il legame con la dinastia Romanov e la loro abilità nel creare questi doni preziosi quest'anno vi mostriamo e spieghiamo i segreti di 4 magnifiche creazioni: Flawers egg, Pellicano egg (presentate da Antonella), l'uovo bocciolo di rosa e l'uovo dei mughetti (che troverete in questo blog).

L'uovo bocciolo di rosa (Rosebud Egg) 

L'uovo Bocciolo di rosa è il primo uova di Pasqua gioiello donato da Nicola II a sua moglie, la zarina Aleksandra Fedorovna Romanova (sposata qualche mese dopo la morte dell'imperatore Alessandro III ), per continuare la tradizione di famiglia. Fabbricato a San Pietroburgo, nel 1895, sotto la supervisione di Michael Perkhin per conto del gioielliere Peter Carl Fabergé, il gioiello venne descritto come "un uovo in smalto rosso con corona". Il dono si ispirava al più bel giardino di rose della Germania (il Rosenhohe in Darmstadt) molto amato dalla zarina. L'oggetto, in stile Luigi XVI, incarna l'avvicinamento di Fabergé al Neoclassicismo che va in opposizione all'Art Nouveau del tardo XIX secolo. Il Rosebud Egg, assieme a tutte le prime uova di Pasqua ricevute dalla nuova imperatrice, fu gelosamente conservato in un mobile ad angolo situato accanto alla porta che conduceva nella camera da letto dell'appartamento privato della coppia nel Palazzo d'Inverno. L'uovo all'esterno era in rosso smaltato guilloché e presentava festoni in oro e diamanti che circondavano sulla sommità una miniatura del ritratto dell sposo. Nel suo prezioso interno era nascosto un piccolo bocciolo di rosa dipinto in smalto giallo che, in Germania, è considerato il colore più pregiato per una rosa. Poi, all'interno della rosa, che ricordava Darmastadt, vi erano altre due sorprese mai ritrovate: un pendente con rubino a goccia ed una riproduzione in diamanti taglio rosetta con due rubini cabouchon della corona imperiale. Nel 1917 l'uovo fu confiscato dal Governo provvisorio russo e, attorno al 1927, fu una delle nove uova vendute da Antikvariat ad Emanuel Snowman della gioielleria londinese di Wartski. Dopo l'esposizione a Londra, nel 1935, l'uovo fu acquistato, nel 1962, da Henry Talbot de Vere Clifton. In seguito ad una disputa coniugale, alcune indiscrezioni, rivelarono che l'uovo era stato gravemente danneggiato ma lo smalto venne sapientemente riparato e Malcolm Fobers accertò l'autenticità dell'uovo che fu comprato, nel 1985, dalla Fine Art Society di Londra.  Il 4 febbraio del 2004 la casa d'asta Sotheby's annunciò che "Il bocciolo di rosa", assieme ad altre 8 uova, erano stati comprati da Viktor Vekselberg che, dopo circa ottant'anni, riportò in patria questi gioielli esposti, dal 2013, nel museo Fabergé di San Pietroburgo. 
L'UOVO 
L'uovo è stato fabbricato utilizzando diversi colori di oro, smalto rosso traslucido e bianco opaco attorno ai diamanti che creano il disegno. I diamanti incastonati sfoggiano due tipi di taglio: rosetta e lastra sottile. L'interno, invece, è foderato con un velluto color crema delicato e soffice. L'esterno è in oro ricoperto con smalto traslucido rosso fragola su fondo guilloché. L'uovo si apre orizzontalmente e le due metà sono incernierate tra loro. Delle file di diamanti taglio rosetta dividono l'uovo verticalmente creando delle sezioni (quattro spicchi verticali ), e una linea orizzontale, all'altezza dell'apertura, divide ulteriormente le sezioni. Abbiamo cosi 8 pannelli, quelli superiori sono decorati con ghirlande dall'alloro d'oro verde legate da nastri d'oro rosso con diamanti. Quelli inferiori mostrano, al contrario, una freccia in diamanti intrecciata con ghirlande d'alloro appese a diamanti. All'estremità dell'ellissi, circondati da una fila di diamanti,  sono posti altri due diamanti dal taglio a lastra sottile attraverso i quali è possibile vedere il ritratto in miniatura dello zar Nicola II, mentre sotto la base dell'uovo vi è incisa la data 1894.

 LA SORPRESA
Aprendo l'uovo la fodera in velluto color crema mostra un piccolo e raffinato bocciolo di rosa formato da petali d'oro incernierati con foglie verdi. E, al suo sbocciare, due nuovi doni vedono la luce: la corona d'oro con diamanti e rubini e il pendente con rubino cabochon simili alla corona e al pendente del primo uovo di gallina. La corona rappresentava un dolce riferimento al nuovo ruolo di Aleksandra come imperatrice di Russia dopo l'ascensione al trono del marito, Nicola II. Un romantico dono simbolo di un grande amore e della voglia dello zar di scacciar via la nostalgia della sua adorata consorte.

Nicòla II (russo Nikolaj Aleksandrovič) Romanov zar di Russia. - Figlio (Carskoe Selo 1868 - Ekaterinburg 1918) di Alessandro III, zar dal 1894. Poche figure di sovrano sono state discusse e criticate come quella di N., di cui si è posta in rilievo l'incapacità a reggere uno stato come quello russo in un periodo critico della sua storia, incapacità derivante soprattutto da debolezza di carattere. Di tendenze nettamente, ma anche ciecamente reazionarie, N. contribuì a preparare, coi massacri del gennaio 1905, il trionfo della rivolu̇zione del 1917, e d'altra parte, la debolezza e l'irresolutezza, che ne costituivano la caratteristica morale, lo lasciarono in balia dei contrasti, programmatici e personali, dei gruppi, a corte e nel governo,  e finirono con il permettere che tali contrasti s'accrescessero a dismisura, incrinando le basi stesse del blocco reazionario. (Enciclopedia Treccani)


Uovo dei mughetti (Lilies of the Valley egg)
Una delle creazioni più degne di nota è senz'altro il prezioso Lilies of the Valley egg (L'uovo dei gigli della valle) conosciuto anche come uovo dei mughetti. Fabbricato anch'esso a San Pietroburgo, nel 1898, sotto la supervisione di Michael Perkhin come dono per la zarina da parte di Nicola II. Realizzato in oro, diamanti, rubini, perle e cristallo di roccia, l'uovo è avvolto da steli di mughetto su sfondo smaltato rosa dalla cui sommità si sollevano, grazie a un meccanismo a rotazione, delle preziose miniature ritraenti Nicola II e le due figlie, Olga e Tatiana. L'uovo, ancora una volta, rappresentava l'amore dell'imperatrice per i fiori, in questo caso per il mughetto, che arrivava regolarmente in treno dalla Crimea e che la donna adorava utilizzare per guarnire ogni stanza. Il prezioso regalo fu esposto sul primo ripiano, partendo dall'alto, di un mobile ad angolo dell'appartamento privato al Palazzo d'Inverno. Nel 1927, assieme al bocciolo di rosa, fu una delle uova vendute ad Emanuele Snowman rivenduto in seguito a Charles Parsons e poi al signor Hirst. Dopo alcuni scambi l'uovo venne finalmente acquistato da Viktor Vekselberg ed esposto, come il precedente, nel museo di Fabergé. Nella fattura il gioielliere scrisse "uovo di smalto rosa con tre foglie in smalto verde, mughetti di perle con diamanti taglio rosetta". Il dono, a differenza di quello summenzionato, è in stile Art Nouveau.









L'UOVO
Il guscio dell'uovo è in oro rivestito di smalto traslucido su fondo guilloché, è diviso in quattro parti da file verticali di diamanti. Grazie alle quattro gambe ricurve l'uovo è sostenuto e rialzato, ogni gamba è una foglia in oro verde con venatura di diamanti  taglio rosetta e termina in piedi con sopra una perla. Da ogni gamba, poi, spunta una pianta di mughetto che raccoglie in un tenero abbraccio l'uovo rosa. I mughetti hanno foglie in smalto verde, steli d'oro e fiori delicati composti da perle con petali di diamante. All'estremità del dono vi è poi una corona tempestata di diamanti e un rubino cabouchon.








 LA SORPRESA 
All'interno della magnifica opera d'arte sono racchiuse tre piccole miniature che ritraggono lo Zar Nicola II e le figlie maggiori, Tatiana e Olga. I ritratti sono stati dipinti su ovali d'avorio da Johannes Zehngraf. Le tre figure sono incorniciate in tre ovali in diamante su pannelli d'oro e sul retro è incisa la data del 5 aprile 1898 del Calendario Giuliano. Ruotando una perla con montatura d'oro un meccanismo ad ingranaggi permette alla corona di sollevarsi mostrando i ritratti che si aprono a ventaglio e, una rotazione nella direzione opposta, ripiega automaticamente la sorpresa nascondendola nell'uovo.

ALESSANDRA Feodorovna, imperatrice di Russia. - Moglie dello zar Nicola II, figlia del granduca d'Assia Luigi IV e della principessa Alice d'Inghilterra, nipote quindi della regina Vittoria d'Inghilterra, nacque il 25 maggio 1872 a Darmstadt. Si convertì all'ortodossia e prese il nome di Alessandra il 21 ottobre 1894. Il suo nome prima del battesimo ortodosso era Alice. Sposò il granduca Nicola Aleksandrovič, erede al trono, il 14 novembre 1894 (vecchio stile). Dal matrimonio nacquero 5 figli: Olga, Tatiana, Maria, Anastasia e l'erede al trono, Alessio. Al suo nome erano intitolati un reggimento di ulani della guardia e il 15° reggimento dei dragoni di Alessandro. Fu donna bella, imponente, maestosa, di animo buono e profondamente religioso. Secondo alcuni biografi, fu soggetta ad influenze straniere, ma non è provato che queste influenze abbiano avuto presa sul suo animo dal punto di vista politico. Sebbene estranea, per la sua origine, al mondo russo, amava la sua patria d'adozione ed era convinta di comprendere il popolo russo e di esserne compresa attraverso i legami del sentimento religioso. (Enciclopedia Treccani)


La curiosità di Antonella: Quanto vale un Fabergè Indubbiamente un gioiello Fabergè è un oggetto molto prezioso, dati i materiali raffinati e l’accurata lavorazione (per le uova un intero anno di lavoro!). Nell’asta londinese di pochi giorni fa un pendente in pietra dura, di poco inferiore ai 2 cm di altezza, è stato aggiudicato per oltre 11mila sterline (14.850 euro); mentre un piccolo contenitore in oro e smalti (5.7 cm di altezza) ha toccato le 11.250 sterline. Anche nel giugno 2011 la medesima casa d’aste aveva venduto un pendente in platino e diamanti (2.9 cm) a 15mila sterline (16.780 euro). Il risultato più clamoroso fu toccato, però, da Christie’s, sempre nella capitale inglese, il 28 novembre 2007: il lotto 55, stimato 6-9 milioni di sterline (9-14 milioni euro), fu aggiudicato a 8.980.500 sterline (13.925.609 euro). Si trattava di un grande uovo su basamento, con orologio e movimento automatico. Le sole uova imperiali contano una cinquantina di esemplari noti, molti dei quali conservati in musei o collezioni private internazionali. Per avere un’idea del valore di una di queste uova, basti pensare che nel 2004 un magnate russo riuscì a riportare in patria ben 9 esemplari, spendendo circa 100 milioni di dollari!


Clicca qui per scoprire le uova presentate da Antonella del 
Foto dal web
Wall Audrey

lunedì 23 marzo 2015

Benvenuto #iFood !! (#iFoodonline)

Sino a qualche giorno fa scrivendo http://www.ifood.it/ appariva, nella pagina del portale, 
l'immagine postata qui sopra. Oggi, dalle ore 14:00, #iFood è finalmente e ufficialmente online.
iFood diventerà cosi un luogo d'incontro e condivisione, un luogo fantastico ove le blogger metteranno la propria faccia mostrando il loro "infinito amore per il cibo".
Questo nuovo portale, dedicato ad uno dei piaceri della vita, nasce dall'incontro tra  NetAddictio, famosa società specializzata nell'editoria on e off line da oltre 10 anni, e Vatinee Suvimol, la food blogger regina della cucina thai, che ha coinvolto nel progetto alcune/i blogger tra cui la sottoscritta.
Il portale rappresenterà l' "autenticità" e le/i talentuose/i blogger saranno l'ingrediente principale che darà vita a tante ricette, idee e post interessanti.
Una delle caratteristiche principali, oltre a questo "infinito amore per il cibo", 
sarà la disponibilità delle food blogger coinvolte, la loro voglia di condivisione, la loro etica,
la loro passione e anche l'amicizia. 

A partire da oggi potete seguirci, deliziarvi, apprendere e divertirvi con noi attraverso il nostro sito ufficiale http://www.ifood.it/ , basta un clic per entrare in questo mondo e innamorarsi di questa nuova dimensione. Se, invece, volete tenervi aggiornati su tutte le novità 
non dovete far altro che mettere "mi piace" a una delle seguenti pagine o, se siete amanti
dei social, a tutte le pagine: iFood pagina facebookInstagram ifood

Ovviamente le novità non finiscono qui, nelle nostre pentole bollono progetti importanti e
dalle nostre padelle verranno fuori tante di quelle novità che non vi annoierete proprio mai.

Allora? Siete pronti ad iniziare questa nuova avventura insieme?
Noi abbiamo già messo le nostre facce, le mani in pasta e le idee
in circolo, mancate solo voi...VI ASPETTIAMO!!!

giovedì 19 marzo 2015

Zeppole di San Giuseppe al forno, glutenfree e super golose

La storia della Zeppola
Per gli abitanti dell'antica Roma, il 17 marzo, era un giorno speciale. Difatti, in tale data, si celebrava la Liberalia, una festa in onore delle divinità del vino e del grano (Bacco e Sileno). Per commemorare le due divinità nella città scorrevano fiumi di vino che accompagnavano frittelle di frumento. Quelle famose frittelle non sono altro che le antenate delle zeppole di San Giuseppe che, come tutti sapete, si festeggia il 19 marzo dal 1968, data di partenza ufficiale della festa ove i figli regalano pensierini ai propri papà e salutando l'inverno, grazie ai "riti di purificazione agraria", vengo accessi i famosi falò cosiddetti di San Giuseppe. Oggi, però, le zeppole hanno una forma e una consistenza diversa dovuta alla loro rivisitazione ecclesiastica contese tra il convento di S. Gregorio Armeno, quello di Santa Patrizia, quello dalle monache della Croce di Lucca o dello Splendore. Pertanto di certezze ne abbiamo poche ma una cosa è sicura, il primo a scrivere di questa bontà è stato il gastronomo napoletano, Duca di Buonvicino, Ippolito Cavalcanti, nel lontano 1837.

Oggi, per la festa del papà, la sorelle "Fantastique" 
hanno reinventato la famosa zeppola rendendola 
glutenfree ma anche super golosa.

La ricetta della pasta choux è del blog Paneamoreceliachia,
una ricetta super collaudata, buona, semplice e veloce.

INGREDIENTI: 
(per all'incirca 25 zeppole diam. 6 cm)
120 g farina sg
200 ml acqua
80 g burro tagliato a tocchetti
3 uova
1 pizzico sale
PROCEDIMENTO:
Preriscaldare il forno a 190°.
In un pentolino versare acqua e burro. Quando si raggiunge il bollore versare, in un solo colpo, la farina iniziando a mescolare energeticamente. Appena si forma una patina traslucida sul fondo della pentola e il composto si stacca senza difficoltà dai bordi (dopo 3-4 minuti a fiamma media), spegnere il gas e versare il tutto nella planetaria. Inserire il gancio a foglia e lasciar mescolare l'impasto incorporando un uovo alla volta, fino al completo assorbimento. Rivestite la placca da forno con la carta da forno e con l'aiuto del sac a poche realizzare degli anelli di pasta choux di all'incirca 6 cm di diametro. Infornare per 25-30 minuti, ma negli ultimi 15 minuti spostare la teglia al penultimo ripiano del forno e ultimare la cottura. Lasciare raffreddare le zeppole con lo sportello del forno semi-aperto per una decina di minuti e poi sfornare.  

La ricetta della "Crema pasticcera al limoncello" è quella presentata 
nella puntata del 05/03/2015,  Dolci dopo il tg,  
diretto da Antonella Clerici. 
INGREDIENTI:
400 g di latte
100 g di limoncello
2  uova
150 g di zucchero
80 g di amido di mais
scorza di un limone

PROCEDIMENTO:
In un pentolino mettere il latte, il limoncello e la buccia di un limone e portare quasi a bollare.
Nel frattempo, in un altro pentolino, sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere la farina setacciata e mescolare. Eliminare la buccia di limone dal primo pentolino e versare il contenuto nel secondo, mescolare con vigore sino a far rapprendere la crema avendo premura di tenere il fuoco a fiamma dolce,

Decorazione sfiziosa e super golosa
INGREDIENTI:
60 gr di cioccolato fondente
lamponi per decorare
5 fragole grandi
8 lamponi medi
1-2 cucchiai di zucchero a velo
1 cucchiaio di limone
PROCEDIMENTO:
Per la prima versione: Sciogliere il cioccolato fondente al microonde (in alternativa a bagnomaria).
Decorare la zeppola con la crema al limoncello e con l'aiuto di un cucchiaino versare il cioccolato fuso sulla crema avendo cura di creare dei filamenti. Posizionare uno o più lamponi al centro.
Per la seconda versione: Lavare e pulire fragole e lamponi, versare nel mixer la frutta aggiungere il limone e un cucchiaio di zucchero a velo e frullare. Se il sapore è un po'acidulo aggiungere altro zucchero. Versare il composto sulla crema al limoncello e decorare con i lamponi.
 



Incipit de "Il tempo ritrovato" dedicato a tutti i papà ma soprattutto al nostro
...Mio padre mi è sempre sfuggito, e ancora oggi è così.
Prima me lo portava via il lavoro, ora piano piano me lo sta portando via il tempo, un avversario con cui non posso misurarmi, con cui non posso competere. Per questo, ora, vivo la stessa sensazione di impotenza che provavo da bambino. Soprattutto negli ultimi anni, ogni volta che lo vedo mi accorgo che è sempre più vecchio, e lentamente, giorno dopo giorno, sento che mi scivola via dalle mani. E ormai non mi resta che stringere forte la punta delle sue dita. All’età di trentasette anni, guardando quest’uomo mai nato, mi viene in mente la frase che Marlon Brando aveva appesa in camera: "Non stai vivendo se non sai di vivere". Ancora oggi mi chiedo cosa posso fare per lui. Anche se adesso lo vedo fragile, indifeso, invecchiato, anche se ormai sembro più forte di lui, in realtà so che non è così. E’ sempre più forte di me. Lo è sempre stato. Perché a lui basta una parola per farmi male. Anzi, anche meno: una parola non detta, un silenzio, una pausa. Uno sguardo rivolto altrove. Io posso sbraitare e dimenarmi per ore, passare alle ingiurie, mentre a lui per stendermi basta una piccola smorfia, fatta con un angolo del labbro.Se nella vita da adulto lui è stato il mio mal di pancia, da bambino era il mio torcicollo. Perché facevo sempre tutto con la testa rivolta verso di lui, verso un suo sguardo, una sua parola, una semplice risposta. Ma la sua reazione era sbrigativa: una spettinata breve ai capelli, un pizzicotto sulla guancia, il disegno che avevo fatto per lui appoggiato velocemente alla credenza. Non poteva darmi nulla di più perché non solo mio padre non si è mia reso conto dei miei dolori, delle mie necessità e dei miei desideri, ma non si è mai reso conto nemmeno dei suoi. Non è mai stato abituato a esprimere i sentimenti, a prenderli in considerazione. Per questo dico che non ha mai vissuto veramente. Perché si è fatto da parte.
Forse per questo motivo anch’io stupidamente non l’ho mai visto come una persona che potesse avere desideri, delle paure, dei sogni. Anzi, sono cresciuto senza pensare che fosse una persona: era semplicemente mio padre, come se una cosa escludesse l’altra. Solo diventando grande e dimenticandomi per un istante di essere suo figlio ho capito com’è realmente, e l’ho conosciuto. Avrei voluto essere grande da piccolo per parlare con lui da uomo a uomo, così magari avremmo potuto trovare una soluzione ai nostri problemi, una rotta diversa da percorrere insieme. Invece, adesso che ho capito molte cose di lui, ho la sensazione di essere arrivato tardi. Di aver poco tempo.
Ora, mentre lo osservo, ho la piena certezza di sapere cose di mio padre che nemmeno lui sospetta. Ho imparato a vedere e a capire ciò che nasconde dentro di sé e che non è in grado di tirare fuori.
A quest’uomo per anni ho chiesto amore in maniera sbagliata. Ho cercato in lui quello che non c’era. Non vedevo, non capivo, e adesso un po’ me ne vergogno. L’amore che mi dava era nascosto nei suoi sacrifici, nelle privazioni, nelle infinite ore di lavoro e nella scelta di caricarsi di tutte le responsabilità. A guardare bene non era nemmeno una scelta, forse quella era la vita che tutti avevano fatto prima di lui. Mio padre è figlio di una generazione che ha ricevuto insegnamenti chiari ed essenziali: sposarsi, fare figli, lavorare per la famiglia. Non c’erano argomenti diversi su cui interrogarsi, solo ruoli prestabiliti. E’ come se si fosse sposato e avesse fatto un figlio senza averlo desiderato mai veramente. Sono figlio di un uomo che è stato chiamato dalla vita alle armi, per combattere una guerra privata: non per salvare il paese ma per salvare la sua famiglia. Una guerra fatta non per vincere, ma per pareggiare i conti, per sopravvivere. Per tirare avanti. 
Amo mio padre. Lo amo con tutto me stesso. Amo quest’uomo che quando ero piccolo non sapeva mai quanti anni avevo.
Amo quest’uomo che ancora oggi non riesce ad abbracciarmi, che ancora oggi non riesce a dirmi:"Ti voglio bene". In questo siamo uguali. Ho imparato da lui. Nemmeno io riesco a farlo.

venerdì 13 marzo 2015

Polpette di pane svuota frigo con chili, svizzero e proscitto


Da sempre le polpette di pane rappresentano uno dei cibi dall'anima povera ma gustosa.  Vi ricordate quando ancora calde e fumati le rubavate alla nonna o alla mamma? Il profumo che avevano, la morbidezza e le urla della mal capitata che ti diceva "non puoi mica mangiarle tutte tu", "portane una a tua sorella" o "smettila che sono bollenti e ti fanno male allo stomaco". Ma noi niente, al richiamo delle polpette non sapevamo proprio resistere e calde o no, dovevano essere immediatamente nostre. Oggi, per la sezione dedicata alla cucina salata, vi propongo "le polpette svuota frigo", buone come quella della mamma e della nonna, ma con un tocco in più. Perchè, se la polpetta nasce dall'esigenza di consumare il pane vecchio e duro, la polpetta svuota frigo ha la pretesa di consumare anche un po' di roba presente nel vostro frigo, come le ultime fette di prosciutto riposte in qualche meandro del refrigeratore da troppi giorni. Cosi, le polpette svuota frigo possono cambiare veste in base alle vostre esigenze perchè potete farle con qualsiasi cosa: melanzane, carote, zucchine formaggi, salumi ecc. Per me le polpette svuota frigo sono diventate una salvezza perchè, non solo mi permettono di eliminare qualche rimanenza, ma diventano anche il pretesto giusto per un aperitivo tra amici o un'antipasto diverso o anche parte di un buffet sfizioso.

POLPETTE VUOTA FRIGO CON CHILI, SVIZZERO E PROSCIUTTO COTTO


INGREDIENTI:

-7 fette di pane casereccio senza glutine
-2 bicchieri di latte intero
-2 bicchieri d' acqua naturale
-sale e pepe q.b.
-1 cucchiaino di chili in polvere
- 1 cucchiaino di paprica dolce
-una carota piccola o mezza carota media tritata molto finemente
-1 spicchio d'aglio tagliato molto finemente
-1/2 cucchiai di pane grattugiato senza glutine
-3 cucchiai di farina di mais per impanatura (quella croccante e grossolana)
-2 fette di prosciutto cotto
-3 fette di formaggio svizzero
-2 cucchiai di formaggio svizzero grattugiato
-1 uovo intero




PROCEDIMENTO:



In una ciotola versare acqua e latte, immergere le fette di pane tagliate grossolanamente e, una volta assorbita una buona parte del liquido, eliminare l'acqua e il latte in eccesso. In questa fase è importante lasciare che il pane non espella completamente tutto il liquido assorbito in modo da usare solo un uovo.  A questo punto aggiungere: formaggio grattugiato, carota, aglio, paprica, chili e mescolare. Inglobare l'uovo e, dopo aver tagliato svizzero e prosciutto, incorporare questi due ultimi ingredienti. Se l'impasto risulta molle aggiungere pan grattato, se al contrario è troppo secco inglobare un secondo uovo. Con il palmo della mani formare delle piccole palline e passarle nel mais per renderle più croccanti. Friggere in olio caldo.






Con queste POLPETTE SVUOTA FRIGO  partecipo alla raccolta 100% Gluten Free (FRI)DAY
I Love Gluten Free (FRI)DAY - Gluten Free Travel & Living

martedì 10 marzo 2015

Si può fare l'amore vestiti?

Titolo:Si può fare l'amore vestiti?
Paese di produzione:Italia
Anno:2012
Durata:90 min
Genere:commedia
Regia:Donato Ursitti
Sceneggiatura: Luca Biglione, Giorgia Colli e la collaborazione scientifica del Dr Fabrizio Quattrini
Musiche:Massimo Di Paola
Personaggi: Bianca Guaccero- Aurora, Corrado Fortuna- Andrea, Bonaria Decorato-Laura, Marina Rocco-Isabella, Paolo De Vita-Stefano, Maurizio Battista-Anselmo, Anna Ferruzzo- Elsa, Cosetta Turco- Michela, Francesca Ceci- Enrica, Fabio Ferri- Mino, Daniela Marazzita- Francesca, Michele Venitucci-Pietro.








TRAMA

Aurora è una giovane sessuologa di origini pugliesi. Nata e cresciuta a Polignano a Mare, per studi, si trasferisce a Roma ove svolge una ricerca importante per la sua carriera. Aurora gestisce anche un Forum dedicato all'eros che serve ad aiutare la gente ma anche per la sua attività di ricercatrice.






L'AURORA DELL'EROS 
Asia: è vero che gli uomini con la voce più bassa sono più portati al tradimento?
Aurora: Gli uomini con un più alto livello di testosterone hanno una voce più bassa, le donne con più estrogeni hanno una voce più acuta.


Un giorno, dopo anni di assenza, Aurora torna in Puglia per assistere la madre malata. E, per l'ennesima volta, ha la conferma che la mentalità un po' chiusa porta la gente del paese a guardarla stranamente e giudicarla in modo sbagliato.





A Roma stai? ti sei fidanzata? che lavoro fai? eh che lavoro fai?
fa la zoologa!!
che bello!! la Zoologa...A Roma fa la zoologa!!
che bello lo zoo, ci stanno gli animali!!!
gli animali...e si, che ci devono stare, i cristiani?
Io non sono zoologa, sono sessuologa
e cosa centra lo zoo col sesso?
IL 48% DELLE PERSONE PENSA CHE IL SESSUOLOGO FORNISCA PRESTAZIONI SESSUALI

Una volta a casa la nostra protagonista ritrova anche il suo vecchio amico d'infanzia: Andrea, un ragazzo talentuoso costretto a nascondere la sua vera sessualità per non dare un dispiacere ai genitori. Il giovane, buono e sempre pronto ad aiutare gli altri, sprona l'amica affinché possa dimostrare a tutti la sua bravura in campo lavorativo, sperando anche di darle una mano in sul lato affettivo ove Aurora ha alzato una barriera contro l'altro sesso. 



IL 74% DEGLI UOMINI SI E' INNAMORATO DELLA PROPRIA MIGLIORE AMICA

Ma tu sei innamorata? Cambio domanda, quanto tempo è che non sei innamorata?
...Cioè, sei tutta teoria e niente pratica!!


Pietro è un giovane padre single alle prese con una figlia adolescente vogliosa di scoprire l'amore. Aurora, con il tempo, diventa la confidente e la consigliera della ragazza, mentre Pietro inizia a frequentarla tramite l'amicizia in comune con Andrea che porta i tre a trascorrere un po' di tempo assieme. 






L'85% DEGLI ADOLESCENTI  NON PARLA DI SESSO CON I PROPRI GENITORI

Lo sapete che cosa mi è mancato, in tutti questi anni, di più di qua?
 I taralli, anche la focaccia, però i taralli non si battono.

I giorni passano in fretta e, uno dopo l'altro, gli abitanti del paesino iniziano a recarsi da Aurora per consigli inerenti all'ambito sessuale. Aurora riuscirà cosi a conquistare la fiducia di tanti che, nonostante la vergogna, pian piano impareranno a vivere la propria sessualità con meno tabù e problematiche. Le coppie di vecchia data ritroveranno la passione di un tempo, quelle nuove scopriranno il vero senso del volersi bene ed i ragazzini apprenderanno che le leggende metropolitane sono solo leggende e non verità.

IL 37% DELLE COPPIE SPOSATE NON HA MAI AVUTO RAPPORTI SESSUALI, SONO LE COSIDDETTE "COPPIE BIANCHE" 


Purtroppo, però, Andrea muore a causa di in un'incidente. Pietro accusa Aurora di aver parlato alla figlia di sesso senza la sua autorizzazione e Aurora, stanca del vociferare delle vecchie comare, decide di tornare a Roma lasciando il paese alle sue vecchie abitudini.





Oh, guardate quelli!! Lo dicevo io, si può fare l'amore vestiti.
IL 100% DELLE COPPIE CHE SI AMANO FANNO L'AMORE VESTITI






In verità, in quel piccolo angolo del sud Italia, nulla è più come prima perchè tutti hanno appreso qualcosa.
Aurora torna a casa e Pietro la bacia, in piazza, davanti a tutti, perchè alla fine nei posti cosi tutti sanno tutto di tutti.






"Si può fare l'amore vestiti?" non certamente un capolavoro, non è un film da Oscar e nemmeno uno di quei film che fa la differenza, però, nel suo piccolo, è davvero un bel lungometraggio. Una commedia allegra e frizzante che mostra alcune bellezze pugliesi e al contempo affronta temi importanti, primo tra tutti il tabù della sessualità vista da molti come qualcosa di sporco e indicibile. Certo, gli stereotipi non piaccio a nessuno ma la verità è che, ancora oggi, in alcuni paesini taluni argomenti vengo visti in maniera esageratamente arretrata. Il personaggio di Aurora, con la sua semplicità e la delicatezza, mostra un altro risvolto della medaglia, quello dell'informazione importante e necessaria affinché ci siano adolescenti più consapevoli e responsabili e adulti più appagati e felici. Con un tocco di leggerezza, qualche battuta e dato statistico il film trova l'equilibrio giusto per mostrare una realtà che spesso nuoce alla società dimostrando che il pregiudizio è sempre un cattivo consigliere. La storia d'amore tra Aurora e Pietro, in questo modo, diventa solo il pretesto giusto per dare al lungometraggio le fattezze di una commedia. Il film è accompagnato da una buona colonna sonora, una discreta fotografia e una sceneggiatura niente male. 
VOTO: 7/10
Gluten Free travel and living
Oggi su Gluten free travel and living trovate l'intervista rilasciata da
Davide Netti proprietario della ZeroGlu. L'intervistatrice sono io
perciò non mancate ;)


Immagini: dal web