martedì 25 novembre 2014

Pari Opportunità: Una storia chiamata utopia


Ogni temine ha una valenza, un peso, una spaccatura che divide inevitabilmente le cose cambiandole ma lasciandole sempre uguali.
Il mondo si evolve ma la storia si ripete nei secoli nonostante la voglia di cambiamento, a dispetto dell'emancipazione e delle leggi che cercano di regolare la civiltà portando giustizia e quieto vivere.
In questo rivivere esiste una nomenclatura magica che affonda le sue origine nel passato, una definizione cognata per migliorare il sistema che afferma, in maniera forte e decisa, quanto segue:
"Le pari opportunità sono un principio giuridico atto all'assenza di ostacoli nella partecipazione economica, politica e sociale di qualsiasi individuo per ragioni connesse al genere, religione, convinzioni personali, razza e origini, etica, disabilità, età e orientamento sessuale".
Difatti, la storia ci ha sempre dimostrato quando le DIFFERENZE, rappresentino per l'essere umano una sorta di paura che spinge chi si sente diverso a subire o ingegnarsi per spuntarla e chi giudica a prevaricare l'altro.
Per questo l'essere "diverso" ha sempre spinto l'uomo verso atteggiamenti poco consoni che, parlando di passato, si esplicitavano in camere a gas per omosessuali, disabili ed ebrei (cioè appratenti ad una religione e razza differente da quella ariana). E, sempre per questo, le donne venivano cacciate, lapidate, violentate e bruciate come streghe. Ma siamo sicuri che questa storia riguardi solo un tempo ormai lontano? Ovviamente la risposta è no. No perchè ancora oggi, nel non lontano 1994, il genocidio del Rwanda ha massacrato un'intera etnia. No perchè  attraverso lo spot del 30 agosto del 2012 (sulle discriminazione di genere), si è mostrato al popolo italiano, attraverso la pubblicità progresso, quando certe differenze non dovrebbero fare la differenza nella vita. Visto che l'essere curato da un'eterosessuale o un'omosessuale non dovrebbe interessarci come non dovrebbe interessarci il peso, il colore, l'altezza; aspetti personali che non pregiudicano la prestazione lavorativa del medesimo. Tale spot si dimostrò necessario nel tentativo, risultato vano, di eliminare l'elevato numero di omofobi presenti sul territorio nazionale che hanno vessato e  picchiato chi ritenevano diverso. No perchè, proprio oggi 25 novembre, si celebra la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne". Iniziativa fortemente voluta dal Ministero delle Pari Opportunità al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica su una piaga sociale di un certo spessore.

Quindi, se dopo 95 anni, vi è ancora la necessità di parlare, promuovere e cercare un cambiamento; questo vuol dire che anni di leggi e battaglie sono servite a poco in una società evoluta e involuta al contempo.
In effetti ad avvalorare la tesi del cambiamento vi è tutta una serie di norme e direttive.
Per ciò che concerne l'Italia in materia di pari opportunità tra uomini e donne il bandolo della matassa è situato nel 1919, anno in cui venne riconosciuta alle donne la capacità giuridica (cioè l'idoneità di un soggetto a essere titolare di diritti e doveri). Mentre, il 31 gennaio 1945, le donne dello stivale conquistarono la possibilità di esprimere la propria opinione attraverso il voto, riconoscimento ottenuto grazie al Decreto legislativo del 2 febbraio 1945 n. 23.
Piccole conquiste che ebbero bisogno di oltre 26 anni di lotte e rivolte.
Vi è poi un'altra arma a favore delle disuguaglianze di genere, una delle più antiche è importanti: la Costituzione. La quale, già nel lontano 1948,  sanciva che, uomini e donne, in particolare nel mondo del lavoro, avessero diritto al medesimo trattamento. Riconoscendo la pari dignità sociale e l'uguaglianza davanti alla legge a tutti i cittadini  (art. 3), la parità di genere in ambito lavorativo (art. 37), l'uguaglianza giuridica e morale del coniuge (art. 29) e la parità d'accesso agli uffici e alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza (art. 51). Infine, le leggi regionali dovevano rimuovere ogni ostacolo che impedisse la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovendo la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive (art. 117).
A dar man forte a questo insieme di leggi dal carattere vigoroso e importante arrivarono una serie di direttive poste in essere dall'Unione Europea. La quale, con estrema durezza, proibì categoricamente le discriminazioni in tema di religione, etnia, sesso, handicap, etc. In quanto considerate pericolose e in contrapposizione con il conseguimento degli obiettivi dei trattati CEE, nei quali ritroviamo il raggiungimento di un elevato livello di occupazione.
Per questo, nel 1957, con l'art. 119 si definì il principio di parità della retribuzione tra lavoratori di genere differente che svolgevano la medesima mansione. Legge che ebbe una svolta, nel '75, attraverso la 1° direttiva CE in materia di retribuzione e di trattamento (75/117/CEE). Di qui in poi scaturirono una serie di trattati di fondamentale importanza:
-il trattato di Maastricht del 1993 (art. 119), ove ciascuno stato membro doveva assicurare l'applicazione del principio di parità di retribuzione , senza discriminazione basata sul sesso;
-il trattato di Amsterdam del 1997 (art.li 2-3-13-118), i quali ribadiva l'importanza della parità di genere per il conseguimento di una crescita sostenibile e non inflazionistica, mirando all'eliminazione delle inuguaglianze  e alla possibilità di mettere in atto provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, razza o etnia, religione o convinzioni personali, handicap, età o tendenze sessuali.
-la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea di Nizza nel 2000 (art.li 21 e 23), che vietavano qualsiasi forma di discriminazione .
A supporto di questa estesa e vasta gamma di decreti vi è, nella nostra nazione, tutta una serie di provvedimenti, come:
-il decreto legislativo 11/04/2006 n. 198 (G.U. 31/05/2006- "Codice delle pari opportunità tra uomo e donna), provvedimento che pose le basi per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia e stabilì, oltre al divieto di discriminazione, la costituzione e la messa in funzione della Commissione delle pari opportunità e del comitato nazionale per l'attuazione dei principi e trattamento dell'uguaglianza di genere.
-l'istituzione dell'Ufficio del Ministero per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri
-la legge 1834/11/2010 che integrava le precedenti in materia di congedo parentale e fondi comunitari (FSE e PON).
Cosi, mentre la Comunità Europea tesseva una vasta gamma di regole atte a disciplinare la materie al fine di promuovere un trattamento paritario proiettato verso la messa in opera di una società Europea evoluta, ugualitaria, giusta, consapevole e pronta a crescere. Intanto che l'Italia rileggeva gli articoli più importanti della Costituzione integrandoli con il fine di abbattere le diversità con mezzi semplici e vitali. La società di evoluti /involuti distruggeva e distrugge un lavoro importante fatto di lotte e di voglia di cambiamento. Tutto questo accadeva e accade a causa di un'unica parola, di un termine, quello che spacca e divide la società: la differenza. Una barriera indistruttibile , insormontabile e , almeno per ora, imbattibile.
Quella che impedisce al diverso di emergere perchè una donna ancora oggi deve sottostare al ricatto per lavorare. Perchè  come afferma Chiara Saraceno " Smettiamola di parlare di "quote rosa" e prendiamo invece atto del fatto che finora, nella politica locale come in quella nazionale, esiste una sola quota, quella maschile. Protetta militarmente da qualsiasi intrusione". Difatti, l'Italia è ancora al 48esimo posto nell'assegnazione di quota rosa in politica, superata abbondantemente dal Rwanda che si aggiudica il primo posto con uno scarso 48,8% , dalla Svezia che occupa la seconda posizione con il suo 45% e dalla Costa Rica ultima nazione sul podio con il suo 38,6%.
Ma perchè accade questo? La risposta arriva da ben due pubblicità promosse dal famoso ministero. La prima che promuove l'equilibrio di genere e la legge 120 del 2011 dimostrando che le donne sono più produttive e creative degli uomini è stata snobbata. La seconda,  denominata "Punto su di te", è la chiave di volta del problema in quanto dimostra che, nel 2014, non si è ancora capaci di superare determinate convinzioni e pregiudizi. Cosi, sulla cartellonistica affissa nelle strade del bel paese, le donne che affermavano "al lavoro vorrei..., dopo gli studi mi piacerebbe..." ; si sono ritrovate affibbiate frasi spaventose, paradosso di una mentalità maschilista e ignorante.Ecco dimostrato come gli assioma degli articoli 51 e 117 della Costituzione vengo demoliti nonostante il supporto e l'integrazione dei famosi mezzi di promozione e promulgazione.

Come diceva Massimo Gramellini "Quanto alle ideologie, continuano a sembrare come l'amore: utopie inconciliabili con la natura egoistica dell'essere umano".




domenica 23 novembre 2014

Aspettando Natale 3 con Fatterellando

Cari lettori,
esiste qualcosa di speciale e magico che, almeno una volta l'anno, ci fa dimenticare i problemi, sognare, diventare più buoni. Una vola l'anno nonostante la crisi, i dolori, le sofferenze; questo qualcosa ci scalda il cuore e ci fa tornare piccoli e capaci di bramare, desiderare e apprezzare le piccole cose della vita. Noi, Antonella del blog "Il tempo ritrovato" ed io, quest'anno come sempre vogliamo regalarvi un po' di curiosità, racconti, desideri avverati, effetti sorpresa da mille e una notte. Cosi, dopo il grande successo di:  Aspettando Natale e Aspettando Natale 2, ove vi abbiamo fatto scoprire tantissime cose interessanti, arriva "Aspettando Natale 3", un Fatterellando speciale che vi permetterà di conoscere il sogno avverato di Marco Romani che, un appuntamento dopo l'altro, ci permetterà di apprendere tante cose curiose su questa festività e sulla sua bellissima attività.
Ogni post sara curato personalmente da Antonella e la sottoscritta. I wall verranno realizzati da me attraverso le immagini scattate da Gloria Nicola (la cugina di Antonella nostra collaboratrice e inviata speciale) e le interviste rilasciate da Marco verranno curate dalla penna di Antonella. Naturalmente, durante i vari appuntamenti, ci saranno delle novità e tante curiosità.
Ma non vogliamo mettere troppo carne al fuco e svelarvi tutto con questo post iniziale.
Quindi, se siete abbastanza curiosi per tornare, vi lasciamo qui il nostro calendario che, come gli altri anni vi mostra i vari appuntamenti della nostra rubrica.

Clicca qui Train-Shake up Christmas

CALENDARIO ASPETTANDO NATALE 3
                                                                                                
1°APPUNTAMENTO 30 Novembre 
"E se fosse sempre Natale?"



           2° APPUNTAMENTO 7 Dicembre
"Un natale di cristallo"




      3° APPUNTAMENTO 14 Dicembre
"Le golosità del Natale"


4° APPUNTAMENTO 21 Dicembre
"Un Natale da favola"


                                                                             

5° APPUNTAMENTO 23 Dicembre

                                                     "Gli auguri si Aspettando Natale"                                                                               
                     
N.B. Come sempre l'iniziativa verrà segnalata lungo la barra laterale sinistra del blog attraverso il nostro logo, l'albero di Natale (sopra) creato per la rubrica. Cliccando sull'albero , di volta in volta, sarà possibile ritornare in questa pagina per visionare il calendario. Dopo la pubblicazione di ogni post, cliccando sull'immagine di ogni appuntamento del calendario, sarà possibile visionare l'argomento selezionato.
Immagini: Gloria Nicola- Wall Audrey

martedì 18 novembre 2014

SubsOnicA: tra Lazzaro e Di domenica


Nati a Torino, nel lontano 1996, i SubsOnicA entrarono nel panorama musicale italiano, conquistando la generazione dell'epoca, grazie al loro alternative rock.
Il gruppo si  compose attraverso l'unione di alcuni dei migliori esponenti della scena musicale alternativa torinese, difatti, Boosta e Samuel suonavano negli "Amici di Roland", Pierfunk aveva collaborato con la Vanoni e Marcella Bella mentre Max era uno dei componenti del gruppo "Africa Unite". Il termine SubsOnicA, invece, mette insieme la parola "sonica" di una canzone del Marlene Kuntz, scelta da Samuel. E il prefisso "Sub" che deriva da "subacqueo" proposta da Max perchè titolo di un testo che aveva scritto per gli Africa Unite. Il loro primo demo, naturalmente autoprodotto, conteneva 5 brani e gli permise di firmare un contratto con la casa discografica Mescal, etichetta discografica indipendente fondata, nel 1993, da Luciano Ligabue e Valerio Soave.
Nella primavera del 1997 il singolo Istantanee anticipò il primo disco mentre,  nel 1998, arrivarono i primi concerti in giro per l'Italia. Uscirono poi "Cose che non ho", "Radioestensioni" e "Preso blu", quest'ultimo brano aveva in allegato due brani strumentali che vennero poi remixati e pubblicati in Inghilterra dalla Lacerba. Altro grande successo fu il testo "U.F.O." che si piazzò al settimo posto nella classifica della rivista inglese Dj Magazine. A fine settembre arrivò la collaborazione con i 99 Posse nel video "Me siente", successone dell'epoca.
Il loro genere conquistò tutti perchè univa i suoni elettronici di etichette inglesi come Ninjature e Mo' Wax, alle nuove frontiere ritmiche della jungle dei Giungla Nord, oltre ai primi esperimenti dei Chemical Brothers. Nel 1999 composero "Colpo di Pistola" che anticipò il super album Microchip emozionale. Nel 2000 il gruppo approdò a Sanremo con il brano "Tutti i miei sbagli" e anche se la canzone si posizionò all'undicesimo posto diventò, in poco tempo, il singolo italiano più venduto. Con "Discoteca labirinto" arrivò, invece, il primo video esperimento musicale per persone audiolese in collaborazione con Morgan dei Bluvertigo. Due anni dopo "Nuvole rapide" conquistò tutti assieme a "Nuova ossessione". Il 12 ottobre del 2007 il gruppo ritornò sulla scena con  "La glaciazione", l'anno seguente con  "L'ultima risposta" e poi con  "Nel vuoto per mano", "SubVolley", "Eden"e "Istrice". Il 28 maggio del 2014, viene lanciato "Lazzaro" e il 5 settembre arriva "Di domenica" che precede l'uscita del loro nuovo album "Una nave in una foresta".

DI DOMENICA
Sai che c'è, ormai è giorno, è domenica
non avrai paura di me né di un peccato 
Nel vuoto del letto dolce di una domenica
sono cambiamenti solo se spaventano
sono sentimenti
Anche se domani sarò un rimorso
forse puoi abbandonarti di domenica
Sono cambiamenti
solo se spaventano
sono sentimenti
Tutti i giuramenti
oggi che è domenica
sono adolescenti
Capovolgi il tuo destino
sarò sempre qua, sarò sempre qua
capovolgi il tuo cuscino
di domenica
di domenica
Sono cambiamenti
solo se spaventano
sono sentimenti 
Tutti i giuramenti
oggi che è domenica
sono adolescenti 
Sono cambiamenti
solo se spaventano,
ono sentimenti
tutti i giuramenti
oggi che è domenica
sono adolescenti
LAZZARO
Alzati e cammina per scoprire di essere vivo come non mai
Lazzaro stamattina
e resuscita un pezzo alla volta la volontà
ora che sei un’emozione scaduta
ora che sei una certezza tradita
ora che sei un’ambizione svenduta
chiuso nel tuo sepolcro
quello che avevi oggi non vale più
hai studiato, creduto, lottato e sofferto
c’era un sorriso negli occhi non c’è più
col futuro qualcuno ha giocato d’azzardo
alzati e cammina per scoprire di essere come non mai
Lazzaro
stamattina e resuscita un pezzo alla volta la volontà
ora sei una protesta ammaestrata
ora che sei una carezza svogliata
ora che sei una speranza piegata
chiuso nel tuo sporco
alzati e cammina
per scoprire di essere vivo come non mai
Lazzaro
stamattina e resuscita un pezzo alla volta la volontà
un pezzo alla volta
un pezzo alla volta
ci hai creduto oggi c’è un più
hai discusso sprecato amato sofferto
un’ipoteca sulla tua dignità
sei un crudele silenzio delle notti insonni
alzati e cammina
per scoprire di essere vivo come non mai
Lazzaro
stamattina e resuscita un pezzo alla volta la volontà
un pezzo alla volta
un pezzo alla volta
c’era un volta non c’è più
mentre l’unica che resta davvero sei tu
Siti utili: Subsonica
GIFdidomenica