mercoledì 1 ottobre 2014

I ponti dei miei viaggi

Viaggiare vuol dire scoprire, divertirsi, apprendere, cambiare, migliorare. Viaggiare non vuol dire solo raggiungere la meta e godersi il paesaggio, il buon cibo, le tradizioni e la diversità di una nuova nazione; ma coglierne il senso più profondo sentendola nostra perchè, volente o nolente, il vero viaggiatore fa proprio questo e non si limita a sfoggiare le vesti di semplice turista.  Per questo "il senso dei miei viaggi" serve a mostrare dei particolari che posso sfuggire, delle sfumature incantevoli, delle emozioni singolari e le sensazioni che abbiamo provato durante quell'eterno attimo di felicità che precede la conquista di un territorio da noi inesplorato ma che ben presto, tra una guida, una strada che sembra quella di casa e un particolare che evoca in noi qualcosa, diventa nostro. Quindi il senso del vagare non è esclusivamente raggiungere ad ogni costo l'altra parte del mondo, meravigliarsi solo davanti alla bellezza di un tramonto appartenete ad un altro continente, stupirsi dell'immensità di un grande monumento situato in una delle nostre capitali europee; bensì quel semplice affacciarsi alla finestra per scoprire che, a un passo da noi, esisto luoghi talmente magici da essere quasi indispensabili nella vita di tutti i giorni. Ecco perchè, per questo nuovo appuntamento del "senso dei miei viaggi" dedicato ai ponti, ho scelto la mia terra: la Puglia, la sua inconsapevole beltà, i luoghi che amo, i ponti che la rendono unica ai mie occhi nonostante non commemorino grandi eventi, storie antiche e guerre importanti. Perchè, prima di scoprire il mondo, ogni tanto bisognerebbe godere del tesoro prezioso che si trova ad un angola da casa.

Se nu te scierri mai delle radici ca tieni 
Rispetti puru quiddre te li paisi lontani, 
Se nu te scierri mai de du ete ca ieni 
Dai chiu valore alla cultura ca tieni.
Simu salentini te lu munnu cittadini, 
Radicati alli Messapi cu li Greci e Bizantini, 
Uniti intra stu stile osce cu li Jamaicani, 
Timme tie te du ete ca sta bieni… 
Se nu te scierri mai delle radici ca tieni 
Rispetti puru quiddre te li paisi lontani, 
Se nu te scierri mai de du ete ca ieni 
Dai chiu valore alla cultura ca tieni.
Simu salentini te lu munnu cittadini, 
Radicati alli Messapi cu li Greci e Bizantini, 
Uniti intra stu stile osce cu li Jamaicani, 
Timme tie te du ete ca sta bieni… 
Iou egnu dellu salentu e quannu mpunnu parlu dialettu 
E nu mbete filu no ca l’italianu nu lu sacciu 
Ca se me mintu cu riflettu parlu lu jamaicanu strittu 
Perche l’importante e cu sai nu pocu de tuttu 
Anche se de tuttu a fiate me ne futtu 
Ma se na cosa me interessa su capace puru me fissu 
Se ete quiddhru ca oiu fazzu me mintu ddhrai e fazzu ce pozzu 
Perche addrhu bessere ieu ca decidu te mie stessu 
Ca la vera cultura è cu sai vivere 
Cu biessi testu ma sempre sensibile 
Puru ca la vita ete dura è meiu sai amare 
Puru quannu te pare ca ete impossibile… 

 Puglia 
La Puglia è una regione meridionale a statuto ordinario confinate con il Molise, la Campagna e la Basilicata. Le sue province sono : Bari, Barletta-Andria-Trani, Foggia, Taranto, Brindisi e Lecce. Essa, inoltre, è una delle regioni italiane con maggiore sviluppo costiero. Il suo clima è tipicamente mediterraneo con estati calde, ventilate e secche, inverni miti. 
La Puglia è colma di dialetti, sagre, feste di paese, tradizioni e folclore. 
Un luogo indimenticabile ove, almeno una volta nella vita, bisognerebbe trascorrere una vacanza.
Il mio primo ponte arriva proprio da questa terra magica e magnetica dove solitamente piove poco, ma quando  accade il cielo regala arcobaleni luminosi che congiungono il mare e le nuvole, ponti di luce colorati che giocano con le onde e il sole che spunta timidamente.
 Si, l'arcobaleno è uno dei poti più visibili al mondo ma alcuni luoghi, senza volerlo, rendono lo spettacolo decisamente più bello perchè hanno il retrogusto della felicità, quella che si respira solo a casa.

Me la difendu, la tegnu stritta cullu core 
La cultura mia rappresenta quiddru ca é statu e ca a benire 
Intra stu munnu, a du nu tene chiui valore 
Ci parla diversu e de diversu è de culure! 
Te ne leanu tuttu puru la voglia de amare, 
Cussi ca tanta gente a pacciu modu stae a regire;
Te ne leanu tuttu puru le ricchie pe sentire
Ci chiange e chiede aiutu pe li torti ca stae a subire; 
Te ne leanu puru la terra te sutta li piedi, 
Se cattanu tuttu quiddru a cui tie nci tieni;
Me dispiace pe tuttu quiddru ca ne sta gliati 
Ma stamu ancora a quai, de quai nu ne limu mai sciuti! 
(Sud Sound System-estratto del brano "Le radici ca tieni")

Lido Ottagono- Savelletri (Fasano-Brindisi) 

Fasano è conosciuta anche come "Città dell'olio". Situata al centro di un triangolo immaginario che ha come vertici tre province: Bari, Brindisi e Taranto; essa è un po' la terra del confine tra quello che è il sud barese e quello che diventa man mano il salento.
Savelletri, assieme a Torre Canne, è una frazione della città situata lungo la costa a circa 5 Km dal centro urbano e 55 km da Bari. Savelletri è essenzialmente un luogo di villeggiatura  popolato prevalentemente da pescatori e turisti durante la stagione estiva.
 Questa piccola località è caratterizzata da un un porticciolo, diversi ristoranti dov'è possibile mangiare i deliziosissimi ricci di mare, un enorme campo golf, il parco archeologico di Egnazia, le sue spiagge, le calette e le immense Masserie ormai metà di matrimoni vip e lussuosi. 
In questo luogo, distante solo pochi km da casa, si trova il mio lido preferito "Lido ottagono" che, in una cornice superlativa, ha incastonato tra sabbia fina, palme e scogli tortuosi uno dei ponti che amo di più: semplice, lineare, nato solo per congiungere una parte della scogliera all'altra.
Il ponte del lido non parla di battaglie, non commemora vittorie e sicuramente non è un simbolo, però, 365 giorni l'anno, per me rappresenta la pace, la meditazione, il relax, la voglia di godermi il mare.  


...E tie Difendila! 
Quannu poi difendila,
La terra toa, amala e difendila,
Sientime, difendila!  
Quannu poi difendila,
E’ la terra toa, amala e difendila! De cine? 
De ci ole specula e corrompe, difendila… 
De ci ole sfrutta l’ignoranza, difendila…  
De ci ole svende l’arte noscia, difendila… 
De ci nu bole crisca ancora, difendila…  
Pe ci nu tene chiù speranza, difendila… 
Pe ci ha rimastu senza forza, difendila… 
Pe ci nu pote ma nci crite, difendila…  
Pe ci nu te pote secutare, difendila! ...

Polignano a Mare- Bari
Polignano a Mare è un comune di 17.797 abitanti situato nella provincia di Bari.
La città "vecchia" sorge su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare Adriatico.
Conosciuta da tutti come la città di Modugno, Polignano è ricca di grotte marine, ristornati deliziosi, cale e tradizioni importanti. 
La bellezza della città si può ammirare dai suoi balconi situati nel centro storico, ove tra un B&B, una stradina, un negozietto ed i profumi provenienti dai vari locali è possibile godere della sua immensità. Un posto piccolissimo, una perla stupenda che mostra la bellezza sconfinata della natura, il mare aperto, la roccia lavorata negli anni dalle onde e il cielo che si perde all'orizzonte.
Qui, più che un ponte, quello che vi mostro è ciò che si può vedere stando sul ponte: una cartolina che fa innamorare chiunque con un unico e solo colpo di fulmine. Non importa se il tempo è brutto, l'estate è passata o il mare è mosso; quello che conta è lo spettacolo che ti mostra, sempre uguale ma emozionante allo stesso modo anche dopo anni.


Con questo post partecipo all'appuntamento del "Il senso dei miei viaggi"  gestito, per questo mese, da Alessandra del blog "Fiorievecchiepezze" che, con un interessante post di apertura, ci ha presentato il tema da lei proposto: i ponti. 

venerdì 26 settembre 2014

Shortbread senza glutine


Con il termine "Shortbread" si identificano dei biscotti tipici della Scozia preparati con zucchero, burro e farina.  Nati nel medioevo come "pane biscotto" utilizzando gli avanzi di pane ricotti in forno fino a renderli croccanti e simili alle fette biscottate, con il passare del tempo, si impreziosirono attraverso l'aggiunta di burro trasformandosi in frollini. Inizialmente lo shortbread era considerato un lusso, difatti, era riservato per le grandi occasioni come il Natale o il capodanno e veniva preparato in forma rotonda per simboleggiare il sole. Le torte di shortbread decorata, invece, veniva rotta sulla testa delle giovani spose mentre varcavano la soglia di casa come augurio di prosperità. Questi biscotti hanno 3 forme classiche : una rotonda individuale "Rounds Shortbrad", una a forma di lastra rettangolare  e una formata da tanti triangoli che compongono un cerchio; quest'ultima era già conosciuta prima del XII secolo con il nome di Petticoat Tails in auge durante il regno di Elisabetta I. Il 6 gennaio di ogni anno è la giornata nazionale degli Shortbrad: i biscotti che venivano venduti come pane dai fornai per evitare di pagare l'imposta locale su di essi.
SHORTBREAD GLUTEEN FREE ricetta tratta dal libro "dolcemente senza glutine"
 dello Chef Patissier Ernest Knam. 


INGREDIENTI:
-225 g di farina senza glutine (Mix it DS o altri mix per dolci e frolle)
-200 g di burro ammorbidito
-80 g di zucchero semolato
-2 g di lievito in polvere
-un pizzico di sale
-un pizzico di vaniglia 
PROCEDIMENTO:
In una ciotola lavorare bene il burro ammorbidito con lo zucchero. Aggiungere sale e vaniglia, continuando a mescolare fino ad ottenere un composto cremoso e omogeneo. Setacciare farina e lievito e incorporare gli ingredienti con l'aiuto di una spatola. Formare un impasto omogeneo e compatto, avvolgerlo con pellicola alimentare e lasciare riposare in frigorifero per almeno 4 ore. Stendere la pasta ( 4 mm di spessore) e ritagliare i biscotti. Rivestire la placca da forno con la carta apposita e cuocete per 12-14 minuti in forno preriscaldato a 170°C. Ricoprite i biscotti, ancora caldi, con lo zucchero semolato o la polvere di vaniglia.







“Gli uomini confusi e insicuri, d'indole remissiva, sono dei pensatori. Le loro cucine sono come le loro menti, ingombre di rifiuti, stoviglie sporche, impurità, ma essi sono coscienti del loro stato mentale e ne vedono il lato umoristico. L'uomo con la cucina sempre in ordine è, invece, un maniaco. Diffidatene. Lo stato della sua cucina e quello della sua mente coincidono: costui, così preciso e ordinato, si è in realtà lasciato condizionare dalla vita.”
 Charles Bukowski


Con questo biscotti scozzesi partecipo alla raccolta 100% Gluten Free (FRI)DAY
I Love Gluten Free (FRI)DAY - Gluten Free Travel & Living

martedì 23 settembre 2014

Tutte contro di lui- The other woman

Titolo originale: The Other Woman
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2014 (distribuito in Italia il 19 giugno)
Durata: 109 minuti
Genere: commedia
Regia: Nick Cassavetes
Soggetto e sceneggiatura: Melissa Stack
Casa di produzione: 20th Century Fox, LBI Productions
Fotografia: Robert Fraisse
Montaggio: Jim Flynn, Alan Heim e Musiche Aaron Zigman
Scenografia: Dan Davis
Costumi: Paolo Nieddu, Jacqueline Oknaian
Personaggi: Cameron Diaz-Carly Whitten, Leslie Mann-Kate King, Kate Upton- Amber, Nikolaj Coster Waldau- Mark King, Nicki Minaj- Lydia, Taylor Kinney-Phil, Olivia Culpo- Raven Haired Beauty, Don Johnson- Frank Whitten, David Thornton- Nick


TRAMA:





Kate King è una donna un po' svampita, dolce, ingenua e affettuosa; praticamente la moglie perfetta per Mark: bello e stronzo.











Un giorno, però, Mark conosce lei: Carly, avvocatessa affermata, sexy, intraprendete, intelligente, chic. L'amante giusta perchè priva di freni inibitori e con poco tempo a disposizione per controllarlo.

                                                                                Tutto sembra procedere meravigliosamente nella vita dell'intraprendente Mark , almeno, sino a quando Carly non decide di fargli una sorpresa super hot restando, a  sua volta, sorpresa nello scoprire che l'uomo è sposato da molti anni. 







Carly, dispiaciuta e amareggiata, racconta tutta la verità alla moglie del fedifrago, smette di rispondere alle telefonate dell'uomo e  tenta di taglia i ponti con quest'ultimo.


Nel frattempo, Kate, distrutta e scioccata, decide di tormentare Carly. Così, quello che doveva essere un rapporto basato sull'odio, pian piano, si trasforma in una bella e strana amicizia, quella che porta le due donne a seguire lo sporco traditore.






Durante un inseguimento, nascoste dietro un cespuglio, le due donne apprendo una dura verità: la terza amante, una bionda tutte curve di nome Amber.





Amber, oltre alla straordinaria bellezza, è dolcissima pertanto, per scusarsi dell'accaduto, diventa amica delle due tradite aiutandole a mettere in atto il loro perfido piano.



I compiti vengono divisi: Kate lo distrugge fisicamente dandogli ormoni femminile per trans, Carly lo riempie di purghe e lo porta allo sfinimento mentre Amber gli ruba tutti i documenti in modo da incastrarlo.






Mark, dal canto suo, è troppo preso dalle altre amanti e dai suoi imbrogli finanziari, truffe nelle quali si scoprirà essere implicata la moglie ingenua e poco scaltra.




Una volta sistemate tutte le faccende Carly invita Mark nel suo studio facendo scoprire all'uomo che da truffatore è diventato truffato. Solo, deriso e senza il becco di un quattrino, viene mandato via della tre donne che nel frattempo sono diventate amiche per la pelle.











RECENSIONE:
"Tutte contro di lui" è la tipica commedia americana che ti conquista tra risate e riflessioni. Un film fresco, estivo e davvero divertente che ti permette di passare una piacevole serata all'insegna dell'allegria. Una commedia curata con un ottima fotografia e una colonna sonora niente male.
La storia è piena di stereotipi ma anche di qualche bella novità. Perché, se il tradimento di un uomo la fa spesso da padrone nelle commedie, il vero fulcro del film è la velata solitudine di queste tre donne che, invece di odiarsi e distruggersi a vicenda, decidono di coalizzarsi per uscirne vincitrici. Una scena dopo l'altra si assiste al nascere di sentimenti importanti, di cambiamenti interiori profondi e necessari, capici di far crescere e cambiare in meglio le tre protagoniste. Carly, grazie  Kate scoprirà com'è bello avere un'amica perdendo la sua freddezza, Kate acquisterà fiducia in se stessa attraverso la forza di Carly e Amber dimostrerà che dietro al suo aspetto di donna super attraente si cela anche una ragazza gentile, affidabile e altruista. Ogni donna prende il meglio dalle altre tre aggiungendo alle proprie caratteristiche delle peculiarità importanti. La ciliegina sulla torta è il cammeo di  Nicki Minaj che offre brio alla scena con le sue uscite frizzanti e in stile metamorfosi.

venerdì 19 settembre 2014

Aperitivo: Mini cornetti in agrodolce

L'aperitivo è un pre dinner composto da una bevanda alcolica o analcolica accompagnata da stuzzichini. Le sue origini sono molto antiche, difatti, pare che già nella Roma di un tempo i nostri antenati consumassero il mulsum: una miscela di vino e miele, offerta all'inizio del pasto. Il significato moderno del termine, invece, nacque a Torino con Antonio Benedetto Capano, celebre distillatore e inventore del vermut. Nella metà dell'ottocento, Carlo Gancia, lanciò il vermut Gancia che, in poco tempo, divenne l'aperitivo ufficiale della casa reale. Oggi , il momento dell'aperitivo, si è trasformato in un attimo di pausa fatto per chiacchierare e rilassarsi sorseggiando una bevanda accompagnata da qualcosa di stuzzicante. In quest'atmosfera fatta di relax, amicizia , divertimento e tanto parlare sono nati i miei mini cornetti in agrodolce: facili, veloci, buoni.





INGREDIENTI :
150 g di macinato di manzo fresco 
1 cucchiai di olio di girasole
1/2 cipolla
2 cucchiai di salsa di soia (quella della marca Toma è senza glutine)
1/2 cucchiaio di salsa di pesce
1 cucchiaino abbondante di zucchero di canna
1/2 bicchiere di vino bianco per sfumare
2 rotoli di pasta sfoglia senza glutine
3 cucchiai di grana padano grattugiato fresco
1 uovo per spennellare 





PROCEDIMENTO:
In una terrina mettete a marinare la carne, per all'incirca 10 minuti, con un cucchiaio di salsa di soia e la salsa di pesce. Nel frattempo sminuzzate la cipolla e fatela rosolare leggermente con un cucchiaio d'olio in una padella antiaderente, aggiungete la carne e fate cuocere lentamente. Quando la carne risulta cotta versate il secondo cucchiaio di salsa di soia e lo zucchero, ravvivate la fiamma  per almeno 4 minuti. Quando la parte liquida risulterà quasi totalmente assorbita abbassate la fiamma e sfumate con del vino bianco. A parte stendete la sfoglia e tagliatela in triangoli piccolini, riempite l'interno con il macinato, arrotolate la parte più larga su se stessa in modo da chiuderli, spennellate con un uovo sbattuto e riponete i mini cornetti su di una teglia foderata con carta da forno. Cuocete per all'incirca 20-30 minuti a 180° forno statico. Qualche secondo prima di ultimare la cottura spolverate i cornetti con il formaggio grattugiato.
N.B. se sfruttate al massimo la pasta sfoglia riuscita a ricavare anche 12-14 cornetti a sfoglia.





Con questo aperitivo stuzzicante  partecipo alla raccolta 100% Gluten Free (FRI)DAY
I Love Gluten Free (FRI)DAY - Gluten Free Travel & Living

lunedì 15 settembre 2014

Fatterellando: L'atelier Fontana- Sogno all'italiana


ZOE FONTANA
Ursula Andress e Zoe Fontana
Mi chiamo Zoe Fontana, sono nata a Traversetolo, in provincia di Parma, il 16 maggio del 1911. Mio padre, Giovanni Fontana, era un piccolo imprenditore mentre mia madre, Amabile Dalcò, era una sarta appassionata e temeraria. Sono la prima di tre sorelle unite da una passione e una storia incredibile fatta di sogni realizzati, duro lavoro, amori, dolori e gioie. Tutto ebbe inizio con la nostra mamma che, grazie alla sua audacia, riuscì ad aprire un piccolo laboratorio di sartoria in via Fanfulla, nella nostra città natale, ove, già in tenera età, io e le mie sorelle giravamo smaniose di prendere ago e filo in mano. Conseguita la licenza elementare andammo a lavorare nel suo piccolo regno, il luogo dalla regina sovrana: la mamma, donna  rigorosa e grande lavoratrice. Nel 1934 sposai, Mario Montanarini, un mio compaesano appassionato di musica e arte che si occupava di restauri. Stanca della piccola e monotona Traversetolo mi recai, appena sposata, a Parigi, ma dopo solo due anni di fuga ritornai nella nostra bella Italia per cercare una nuova strada.Il fato mi condusse cosi, a Roma, dove iniziai a lavorare presso la grande sartoria Zecca. Nel 1937, dopo la nascita del mio primo figlio, Zecca mi licenziò obbligandomi a cambiare sartoria servendo con dedizione la Battilocchi. Grazie a quel nuovo impiego assunsi un ruolo di rilievo occupandomi delle prove abito delle clienti, qui, tra una chiacchiera e un giro gonna da accorciare, conobbi nomi illustri come: Gioia Marconi Braga, figlia del famoso scienziato, poi divenuta nostra cliente più affezionata assieme alle sua amiche appartenenti alla buona società romana. Per ampliare la nostra attività prendemmo un appartamento più grande in Via Veneto, una sorta di casa-laboratorio,  che ci permettesse di cucire assieme come una volta. L'arrivo delle guerra cambiò le cose anche se riuscimmo a non perdere le nostre clienti appartenenti alla medio-alta borghesia. Nel 1943, ci spostammo in un palazzo a tre piani, sempre in via Veneto ove assumemmo nuove lavoranti.
Quando, il 31 ottobre del 1979, abbandonai la vita terrena l'atelier Fontana subì una diversificazioni produttiva occupandosi anche della vendita di: profumi, accessori, valigeria.... L'attività messa in piedi con le mie sorelle fruttò diversi riconoscimenti e onorificenze, manifestazioni celebrative, mostre antologiche, la creazione di una fondazione, l'esposizione dei nostri abiti nel famosissimo Metropolitan Mouseum di San Francisco. Micol scrisse due libri: Specchio a tre luci (1991) e Vivere con eleganza in ogni occasione (1997). Nel 2011, su Rai 1, le Sorelle Fontana fecero la loro apparizione in tv attraverso una miniserie di 2 puntate, dove tre giovani donne, di estrema bellezza, vestirono i nostri panni: Alessandra Mastronardi (Micol), Anna Vale (Io) e Federica de Cola (Giovanna). Micol che è sempre stata sincera per natura rimase affascinata dalla beltà delle protagoniste che, a detta sua, erano troppo più belle di noi, sorelle lavoratrici in gamba, eleganti ma decisamente meno perfette. Secondo Micol questa fiction era qualcosa di spettacolare, difatti, visto che era l'unica superstite è stata lei a firmare il consenso per la messa in onda  della sceneggiatura scritta da Milani, a lei pareva un riconoscimento in più , pertanto disse solo:  "Ma questa fiction ha un neo. Solo uno. Inventa un po’. Anche se capisco come ognuno debba fare il suo mestiere. Io per novant’anni ho solo lavorato (cominciai che ne avevo sette). E loro, per rendere la cosa più interessante, hanno dovuto per forza metterci dell'altro".
Come vi spiegavo, Micol è sempre stata cosi: franca, sbarazzina e impulsiva. Mi ricordo che, quando si lavorava, spesso s'innervosiva, giusto un po', infondo è normale, no?  Ognuno ha le proprie idee!! Quindi era facile far nascere delle discussioni enormi che poi scoppiavano come una bolla di sapone spazzata via dal vento. La nostra unione era la nostra forza e la famiglia trasportava la nave della passione lungo il mare dei desideri avverati e tramite i suoi remi, i componenti di questa squadra incredibile, facevano avanzare la nave raggiungendo luoghi meravigliosi. Micol si spostava in giro per il mondo e da brava figlia comprava bambole meravigliose vestite con abito del post che regalava alla mamma, io curavo le pubbliche relazioni perchè ero la più docile, disponibile e aperta, Giovanna, più timida e delicata preferiva seguire il lavoro in atelier. Ma non posso raccontarvi mica tutta la storia, se volete scoprire la nostra evoluzione dovete leggere anche ciò che hanno da dirvi le mie sorelle, siamo una team e una team si divide sempre i compiti.

“...l’odore della carbonella del ferro da stiro...
il frusciare della stoffa, quando le forbici tagliavano..
e mentre le stagioni si inseguivano 
noi tre sorelle imparavamo a conoscerci...” Micol Fontana





MICOL FONTANA
Micol Fontana
Il mio nome è Micol e sono nata l'8 novembre del 1913. L'atelier Fontana, il primo atelier di alta moda italiana, è nato grazie all'unione di una famiglia “Lo dirò sempre: noi siamo qui grazie ai genitori. Non abbiamo lottato per venire. Non eravamo mai sole, ma sempre accompagnate dal cuore di nostra mamma.” Dopo anni di sacrifici, nel 1944, in seguito alla liberazione di Roma e alla fine della guerra, la nostra vita pian piano cambiò. All'epoca la capitale era una città fiorente che stava subendo mutamenti profondi attraverso l'arrivo del cinema, di Cinecittà, dei registi e degli attori americani oltre al neo-realismo che rappresentò un po' una stagione fortunata. “Lavorare nel cinema è stata un’esperienza meravigliosa e molto interessante, mi piaceva ascoltare le loro discussioni su come recitare e girare una determinata scena. Sai, le dive del cinema, quelle per cui ho creato abiti, se prese singolarmente sono delle persone incantevoli, ai ricevimenti quasi delle estranee... Nel mio laboratorio, quando si svestivano era come se si togliessero anche la maschera che il mondo dello spettacolo vuole che indossi. Mi raccontavano dei loro amanti e tradimenti subiti, delle loro paure, delle più intime emozioni, e le mie creazioni parlavano anche di questo”. Oramai più consapevoli, mature e forti degli insegnamenti della vita lanciammo il nostro stile. Tre ingredienti segreti: l'aver appreso l'arte delle relazioni pubbliche, il lavoro artigianale della sartoria realizzato attraverso schizzi di vari disegnatori e l'ispirazione arrivata tramite le linee quasi rinascimentali che portarono alla nascita di corpetti stretti e gonne morbide e molto ampie create con abbondanza di tessuto di alta qualità. L'aumento della domanda face crescere il nostro piccolo atelier divenuto, con gli anni,  un'affermata griffe. Per farci pubblicità mi ricordo che facevamo indossare i nostri modelli alle signore più in vista durante i ricevimenti mondani. Nel 1948 ci fu la svolta, l'attrice Mirna Loy, acquistò un guardaroba completo per il film "Il caso di lady Brook". Fu cosi che iniziò il mio vagare al fine di conquistare il mercato americano. Nel 1949, Linda Christian si rivolse al nostro atelier per realizzare l'abito più importante della sua vita, quello che avrebbe indossato in occasione del suo matrimonio con Tyrone Power. La foto dell'abito, costato poco più di 700.000 lire e apparvero sulla rivista "Life", aumentando il successo di noi sorelle. Un successo destinato a durare oltre vent'anni. Grazie a Linda organizzai il mio primo defilé di alta moda, in America, e fui anche la madrina di battessimo della piccola Romina. La mia vita è stata consacrata al lavoro e anche se mi sono sposata ben due volte, la perdita della mia piccola Mari Paola, deceduta prematuramente negli anni quaranta a causa del tifo contratto bevendo acqua non potabile , in Calabria, mi ha portato a lavorare ancora di più. Il destino mi ha portato un grande dolore nel cuore ma poi, un giorno dopo l'altro, ha cercato anche di cambiare le cose portandomi un nuovo amore, uno studente di medicina 10 anni più giovane di me, un carattere caparbio e una testa dura che, assieme alle doti di Zoe e Giovanna, è stata una delle nostre fortune.
Se devo ripensare al passato, oltre all'amore che legava la nostra famiglia, oltre al lavoro che consolidava il tutto, oltre alla forza di noi tre sartine mi vengo in mente le soddisfazioni: l'abito di Anita Eckberg copiato da quello di un cardinale e indossato nel film "La dolce vita". Il famoso "pretino" che avrebbe dovuto isfoggiare Ave Gardner, l' abito-simbolo per antonomasia, che ci portò a chiedere il permesso al Vaticano per realizzarlo. Ahauhauhau eravamo molto cattoliche e quando ci arrivò un abito da cardinale da copiare non ci pareva vero, l'abito poi andò nella mani di Fellini e da Ava passò ad Anita. Il vestito da sera in crepe di lana e seta nera realizzato per Liz Taylor. E poi, in seguito al matrimonio di Linda, Rita Hayworth e Marilyn Monroe, contattarono la mia amica entusiaste del nostro lavoro. Quelle sono soddisfazioni che scaldano il cuore. L'amicizia fraterna con Ave Gardner e l'abito pieghettato con ricami in cristalli di Boemia per Audrey Hepburn, donna dallo spirito pronto, enorme bontà  e deliziosa simpatia che, durante le riprese di Vacanze romane ordinò il suo abito nuziale. Vestito mai indossato perchè il matrimonio andò a monte ma che pagò e regalò alla più povera delle sarte. Poi, la superlativa Grace Kelly, un sogno di donna: bella, esile, bionda che, assieme ai suoi bambini, sembrava essere uscita dai racconti delle fate. Infine lui, John Kennedy, che arrivò con sua magie Jackie per rinnovarle il guardaroba trasformando i nostri occhi in cristalli luccicanti. Queste sono state alcune delle grande emozioni che io, Zoe e Giovanna, abbiamo avuto la fortuna di provare attraverso il nostro lavoro, l'ago, la sobrietà, l'eleganza e la stoffa. Perchè, se ci credi e ti impegni  con tutta te stessa, se chi ti ama si trasforma in forza motrice anche il sogno chiuso nel cassetto più difficile da aprire si può realizzare.




"... Era arrivata un giorno Liz Taylor con il suo marito di allora, Michael Wilding. E poi era tornata un altro giorno, e un altro ancora, fino a mettere insieme un intero guardaroba. Eravamo impazzite, quando s'era dolcemente impuntata sul colore di una toilette da sera: la voleva viola, e fin qui nessun problema: senonchè Liz lo voleva di un viola, identico a quello dei suoi occhi."









"-Tyron è un bell'uomo, è vero Micol? - Eh, diamine, che domande. Vedrai che sarà anche un signor marito.- Rimase interdetta: - Signor...Come sarebbe? - E' un modo di dire italiano, cioè sarà un ottimo marito, ecco. - Ah. - Stavo rinforzando una delle perline che sembrava un po' lenta. Sul vestito, di raso bianco, impreziosito di merletti fatti a mano, ne avevamo applicate diverse centinaia."






"..Improvvisamente arrivò lui, una ventata di energia e di simpatia. John Kennedy baciò la moglie sulla guancia, poi ci regalò vigorose strette di mano. Passò in rassegna gli abiti, velocemente, e con sguardo critico, come se nella sua vita non avesse fatto altro. - Questo, questo e quest'altro-, proclamò deciso -Tu sei d'accordo, cara?-"



GIOVANNA FONTANA
Giovanna-Zoe-Micol
Io sono Giovanna Fontana, la più piccola delle tre sorelle, sono nata il 27 novembre del 1915 sempre nella piccola Traversetolo. Come vi ha raccontato Zoe, per tutta la nostra vita abbiamo cucito, ma l'abbiamo sempre fatto con grande passione sin da quando la mamma, con il suo rigore ci faceva lavorare dalla mattina presto fino alle sette di sera con una pausa pranzo di sole due ore. Poi vi era la cena e una libera uscita che ci permetteva di svagarci per poco visto che, alle 21:00 precise, si ricominciava a lavorare sino a notte fonda. Il tempo nel quale siamo cresciute era ben diversi dai giorno d'oggi: poche distrazioni, poco divertimento, solo qualche gita, a Parma, nei giorni festivi. Quando Zoe partì per la prima volta fu davvero triste, perchè ci mancava molto la sua presenza e, quando tornò parlandoci di Roma, io e Micol cogliemmo subito la palla al balzo trasferendoci con lei in quella grande città a noi sconosciuta. Mamma e papà , nonostante la nostra giovane età e l'austerità di quegli anni, furono molto moderni. La mamma non pensò alle chiacchieri di paese ma da bravo genitore ci disse "Io resto qui. Se vi va bene, vengo io da voi, se vi va male tornate voi qui". Cosi ci ritrovammo tutte e tre, ovviamente più il marito di Zoe, in un piccolo appartamento preso in affitto dove io lavoravo in casa. I nostri genitori sono stati la nostra forza, difatti, quando aprimmo il nostro laboratorio-casa, chiusero la bottega a Traversetolo e si trasferirono nella campagna romana. Ah... quella campagna fu una manna dal cielo, grazie a lei e al suo piccolo orto, anche se la guerra colpiva duro, riuscivamo a mangiare e barattare il cibo con le stoffe necessarie a proseguire con il nostro lavoro di sarte.
La famiglia Fontana al completo nella Fiction
Nel 1944 mi sposai, con A. Lami, ragioniere alla Cirio. Nel 1947, dopo la realizzazione di quel fortunato abito, la casa di moda Fonata si costituì in S.R.L. e nel 1951 contava 100 lavoranti, saliti a 300 dopo solo 2 anni. Nel 1955 fu inaugurata, nella bella Roma, la prima boutique e nel 1958, la famosa sartoria si trasferì in piazza di Spagna. Nel 1960, si sviluppò il prêt-à-porter, che aumentò notevolmente le nostre vendite grazie alla richiesta dei grandi magazzini americani. Nel 1964 la nostra società diventò una S.P.A. con un capitale di 15 milioni in azioni da 1.000 lire, capitale aumentato nello stesso anno e poi in quello seguente. Nel 1966 inaugurammo lo stabilimento di Cecchina per la produzione del prêt-à-porter, la fama del nostro atelier aumentò anche grazie al periodo favorevole dovuto al boom economico del paese. Purtroppo, anche se sono la più giovane, nel 2004 ho dovuto abbandonare mia sorella Micol, la più combattiva di noi tre, madrina della Fondazione Micol Fontana, orgoglio della nostra famiglia. Questa è la nostra storia, non ha ricami, pizzi o merletti, ma come il più bello di nostri abiti è costellata da piccoli cristalli frutto dei nostri successi, delle nostre soddisfazioni e del duro lavoro.

La curiosità di Antonella:
Il segreto delle Sorelle Fontana è racchiuso  nella parola “semplicità”, la “madama” onnipresente sia nel loro modo di lavorare che di vivere la vita, ma soprattutto nel modo di sentirsi donne:
“Essere semplici. Essere eleganti sempre quando si esce di casa la mattina. Saper abbinare bene i colori. E uno stesso vestito si può rinnovare anche solo cambiando un dettaglio, un accessorio. Per esempio le scarpe sono importantissime. Le italiane le vedi in pompa magna a teatro e neppure le riconosci di giorno."

Per scoprire la filosofia del loro pensiero e tante altre informazioni
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Fonti : Stile.it - Treccani - Corriere della sera cinquantamila giorni - Il giornale - Atelier fontana rai.it - Micol Fontana - Sorelle Fontana - Wuz appunti scuola
Immagini: dl wab e wall realizzati dal blog "L'atelier du fantastique"